L’estate che non vuole finire, i temporali e gli uragani
Negli States il flop newjorchese di Irene non ha avuto alcuna velenosa coda polemica. Qui invece per ogni temporale che non arriva ti lanciano le pietre.

Osservavo con quanta tranquillità negli States si sia vissuto il dopo Irene. L’uragano ha colpito duramente la provincia, ma risparmiato quasi completamente New York, nonostante i proclami drammatici persino del Presidente Obama, le eccezionali misure protettive, le evacuazioni e le dirette televisive non stop. Allarme esagerato o no? Inutile discuterne. In America infatti non ne hanno discusso, ci sono state solo parole d’elogio per la macchina organizzativa dell’emergenza, che ha funzionato. Sarebbe stato molto peggio se l’uragano avesse colpito con forza e le istituzioni ne avessero sottovalutato l’intensità.
Qui da noi invece è quasi impossibile fare una previsione senza far scoppiare una polemica. Se avvisi che potrebbero verificarsi grossi temporali e poi, la natura decide di non partorirli, apriti cielo, danneggi turisti, albergatori, cantanti, serate all’aperto. Se sottostimi un’ondata di caldo e invece fa più caldo del previsto, finisci comunque sulla graticola, se un temporale sfugge alle maglie previsionali, partono mails minacciose che parlano di "filtri magici ammuffiti".
L’ignoranza in materia è evidentemente molta, ma la tolleranza invece è molto bassa, per non dire inesistente. Noi non siamo un servizio pubblico, non abbiamo i mezzi che potrebbe avere un servizio pubblico, ma mettiamo al servizio della gente tutta l’esperienza previsionale che ci siamo fatti sul campo in tanti anni di previsioni ed osservazioni. Siamo sempre qui, 365 giorni all’anno, con il nostro staff, crediamo di meritare più rispetto, perlomeno una maggiore tolleranza.
L’estate non vuole finire? Amen, il settembre caldo in fondo fa bene a tutti, anche ai reumatismi.
Qui a MeteoLive non abbiamo bisogno di gridare per farci sentire o per incentivare l’audience. Se alziamo la voce ogni tanto è per sensibilizzare il lettore su qualcosa che noi riteniamo importante, ma se dà fastidio si può sempre modificare la rotta della nave verso altri lidi. Per fortuna il pluralismo dell’informazione in questo settore è ancora rispettato, dopo la "rivoluzione internauta" del 1995, che noi, si, proprio noi, abbiamo capitanato, per una meteo meno esclusiva, meno oligarchica.
Autore : Alessio Grosso
