10:45 24 Febbraio 2026

L’anticiclone fa sul serio ma l’aria fredda ha un piano

Secondo i modelli bolle comunque in pentola qualcosa di importante durante la prima decade di marzo.

L’anticiclone fa sul serio ma l’aria fredda ha un piano

Da alcuni giorni i principali modelli matematici stanno fiutando un possibile cambio di passo nella circolazione europea intorno al 4-5 marzo: l’anticiclone delle Azzorre, finalmente meno disturbato dalla forza delle correnti occidentali, potrebbe tentare una risalita lungo i meridiani. Una dinamica che, se confermata, aprirebbe la strada a un vero e proprio scambio di calore tra nord e sud del continente.

L’ipotesi: anticiclone verso nord e aria fredda in aggiramento

La spinta verso nord dell’alta pressione azzorriana è un segnale che i modelli stanno riproponendo da qualche giorno, pur senza trovare un consenso solido tra gli scenari di controllo. In caso di affermazione, l’anticiclone potrebbe fungere da “ponte” verso latitudini più elevate, lasciando ai suoi lati corridoi utili all’ingresso di masse d’aria più fredde.

A quel punto, il nodo cruciale diventerebbe la traiettoria di queste infiltrazioni:

  • Scenario ECMWF: aria fredda diretta verso la Penisola Iberica, con possibile formazione di una depressione secondaria e maltempo sul settore occidentale europeo. Lo vedete in questa mappa su base grafica Meteociel:
  • Scenario alternativo per il modello GFS: affondo più orientale, con ingresso dalla Valle del Rodano, formazione di una depressione sul nord Italia e ritorno del maltempo su buona parte del Paese, neve compresa sui rilievi. Lo vedete in questa mappa su base grafica Meteociel:

Due strade diverse, ma accomunate da un elemento: la necessità che l’anticiclone riesca davvero a risalire verso nord, rompendo l’attuale monotonia zonale.

Attendibilità: per ora bassa (30%), ma il segnale esiste

Le medie degli scenari, al momento, non supportano con decisione questa configurazione. La probabilità resta bassa (30%), e lo scarto tra le varie emissioni è ancora ampio. Tuttavia, il fatto che i principali modelli continuino a proporre, seppur a fasi alterne, la risalita dell’anticiclone indica che il segnale non è casuale.

Le emissioni di controllo, invece, non seguono questa ipotesi e mantengono una circolazione più piatta, con correnti da ovest e passaggi perturbati ostacolati dall’anticiclone.

L’alternativa: ancora anticiclone

Se la spinta anticiclonica non dovesse concretizzarsi, lo scenario più probabile resterebbe quello attuale: una fase dominata da correnti occidentali, con qualche debole perturbazione atlantica a sfiorare il nord e poi l’Adriatico associata a fenomeni generalmente modesti, come suggerisce la media degli scenari del modello GFS su base grafica Meteociel:

Ma proprio la divergenza tra gli scenari suggerisce prudenza: la configurazione barica proposta dai modelli potrebbe subire variazioni anche significative nel corso dei prossimi aggiornamenti.

Sintesi finale

  • I modelli ipotizzano una risalita dell’anticiclone delle Azzorre verso nord.
  • Questo movimento favorirebbe uno scambio di calore lungo i meridiani e l’ingresso di aria fredda da ovest o dal Rodano.
  • Possibili effetti: maltempo al nord, peggioramento su parte dell’Italia e neve sui monti.
  • Attendibilità ancora bassa (30%), con scenari molto divergenti.
  • Alternativa: ostinata presenza dell’anticiclone e passaggi perturbati deboli e circoscritti almeno sino al 10 marzo.
  • Scenario in evoluzione: serviranno ulteriori conferme.