Basta PIOGGIA, ma il tempo propone un DILUVIO fino al 15 febbraio
Forte maltempo a ripetizione sull'Italia sin quasi a metà mese, con poche pause.

L’inverno 2025‑2026 continua a mostrarsi per quello che è: uno dei più miti ma allo stesso tempo più piovosi degli ultimi decenni. Un paradosso solo apparente, perché la circolazione atmosferica che domina da settimane sull’Europa favorisce un flusso umido e perturbato quasi ininterrotto, mentre l’aria fredda resta confinata a latitudini più settentrionali. Il risultato è un’Italia costantemente esposta a piogge, rovesci, vento e solo sporadiche incursioni fredde, insufficienti a riportare la neve a quote consone alla stagione.
Accumuli eccezionali: il caso del Cilento
Il dato più impressionante arriva dalle proiezioni del modello europeo ECMWF: entro metà febbraio, alcune aree della Calabria tirrenica (Passo dello Scalone, Catena Costiera) potrebbero superare i 600 mm di pioggia. Un valore che normalmente si registra in un semestre, non in poche settimane. È il segnale di una dinamica atmosferica estremamente attiva, che continua a convogliare perturbazioni atlantiche verso il Mediterraneo centrale senza reali pause. Guardate la mappa riassuntiva dei fenomeni previsti sino al 15 febbraio secondo il modello ECMWF, su base grafica Meteologix:

Notate gli accumuli anche oltre i 150mm su Lazio, Campania, Calabria tirrenica, Sardegna occidentale e centrale, gli oltre 100mm della Toscana. Accumuli più contenuti al nord ma sempre sorprendenti per essere in pieno febbraio.
Una sequenza di guasti meteo quasi ininterrotta
La prima metà di febbraio si preannuncia altrettanto movimentata. Le perturbazioni attese sono numerose e ravvicinate:
- 4–5 febbraio: nuovo peggioramento con piogge diffuse e venti sostenuti.
- 5–6 febbraio: ulteriore passaggio perturbato, con fenomeni in rapido transito da sud ovest verso nord-est e più intensi sul Tirreno.
- 7–8 febbraio: maltempo marcato soprattutto sulle regioni centro-meridionali, rischio nubifragi localizzati.
- 10–11 febbraio: altra perturbazione atlantica, ancora piogge e vento.
- 13–14 febbraio: ennesimo guasto, con neve relegata alle Alpi e solo a tratti a quote relativamente basse.
Il filo conduttore è chiaro: tanta acqua, sulle Alpi anche neve, ma non in Appennino, e un’Italia che continua a “fare il pieno” di precipitazioni in un contesto termico sempre mite per la stagione, soprattutto al centro-sud e che andrà “rinfrescando” solo nel corso della seconda decade di febbraio.
Rischi idrogeologici in aumento
L’aspetto più delicato non riguarda solo il presente, ma anche ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Terreni saturi, fiumi in piena, versanti instabili: un mix che espone molte aree del Paese a un rischio crescente di frane, smottamenti ed esondazioni.
Se la primavera dovesse mantenere un regime pluviometrico sopra la media, lo scenario diventerebbe ancora più critico. Le piogge primaverili, spesso più intense e concentrate, potrebbero trovare un territorio già provato da settimane di precipitazioni continue.
Perché succede?
La causa principale è una persistente fuoriuscita dal Canada di una corrente molto vivace che mantiene l’Europa occidentale e il Mediterraneo sotto un flusso sud‑occidentale umido e instabile. Le alte pressioni resteranno ancora assenti dallo scenario europeo. Non vi sarà dunque alcun ostacolo alla penetrazione delle perturbazioni e alle piogge diffuse e ricorrenti.
Sintesi finale
- L’inverno in corso è molto mite ma molto piovoso.
- Il modello ECMWF stima oltre 600 mm sulla Calabria tirrenica entro metà febbraio.
- Una lunga serie di perturbazioni colpirà l’Italia tra il 4 e il 14 febbraio.
- La neve resterà confinata alle Alpi, solo a tratti a quote medio‑basse.
- Il rischio idrogeologico è in aumento e potrebbe aggravarsi in primavera.
- La causa è una circolazione atlantica persistente, che non accenna a mollare la presa.

