Il FREDDO fallisce, ma la NEVE arriva a bassa quota dal 23
Il grande freddo ci riprova, ma l’Atlantico lo respinge: Italia ancora in modalità autunnale ma con possibili nevicate a quote molto basse al nord

Il grande freddo ci prova, ma l’Atlantico vince ancora
Il grande freddo tornerà a bussare alle porte dell’Europa, ma, come spesso accaduto negli ultimi anni, non riuscirà a trovare un varco stabile verso il Mediterraneo. Le correnti atlantiche, ora sotto forma di depressioni, ora sostenute da robuste fasce anticicloniche, continuano a fare da scudo, deviando verso il nord del continente le masse d’aria più rigide in discesa dal circolo polare.
Questa dinamica, ormai ricorrente, non è un semplice capriccio stagionale: rispecchia un trend consolidato dell’ultimo decennio, che vede l’Italia sempre più esposta a fasi miti e perturbate di stampo oceanico, mentre le irruzioni fredde riescono a incidere solo marginalmente e per brevi periodi.
Freddo moderato intrappolato in Pianura Padana
Tra lunedì 19 e venerdì 23 una modesta sacca d’aria fredda riuscirà comunque a insinuarsi nel catino padano, complice un richiamo di venti da est indotto dalla depressione presente sul Meridione d’Italia. Non si tratterà di un’ondata gelida, ma di un raffreddamento sufficiente a mantenere temperature più basse rispetto al resto del Paese.
Questo piccolo serbatoio di aria fredda avrà un ruolo importante nel momento in cui, fra il 23 e il 25 gennaio, una depressione atlantica raggiungerà il Nord Italia: l’interazione tra aria umida e aria più fredda ancora presente sul catino padano favorirà nevicate a quote relativamente basse o forse anche molto basse (la previsione andrà affinata), specie sui settori centro-occidentali, come si vede in questa mappa del modello GFS prevista proprio per sabato 24, su base grafica Meteociel:

Il resto d’Italia resta in modalità “autunno”
Sul resto della Penisola, invece, la situazione rimarrà ben diversa. Le correnti atlantiche continueranno a portare piogge diffuse, cieli grigi e temperature sopra la media stagionale, in un contesto che ricorda più un fine novembre che il pieno inverno. Le regioni tirreniche saranno le più esposte ai passaggi perturbati, mentre al Sud non mancheranno fasi ventose e mari molto mossi.
Modelli concordi, previsione solida
La convergenza dei principali modelli numerici su questo scenario rafforza la credibilità della previsione. L’esperienza ultratrentennale del team di MeteoLive.it, unita alle statistiche climatiche dell’ultimo decennio, conferma che la traiettoria più probabile resta quella di una fase perturbata atlantica, con il freddo relegato a brevi comparsate e raramente protagonista, ma tuttavia sufficiente a regalare un potenziale episodio a quote basse al nord tra il 23 e il 25. Ecco una media degli scenari prevista dal modello ECMWF su base grafica Meteociel per sabato 24 gennaio che avalla proprio quanto esposto:

Sintesi finale
Il grande freddo verrà deviato verso il nord Europa.
Solo la Pianura Padana vivrà una fase più fredda tra il 19 e il 23 gennaio.
Fra il 23 e il 25 gennaio attesa una depressione atlantica con neve a bassa quota al nord (quota neve ancora da definire meglio) sicuramente abbondante su Alpi e nord Appennino.
Il resto d’Italia continuerà a sperimentare piogge e clima autunnale.
Modelli e statistiche confermano ancora una fase dominata dalle correnti oceaniche in sede oceanica almeno sino al 27 gennaio.

