Il tempo dei primi di maggio visto con l’aiuto degli indici
Analizziamo sinteticamente la collocazione e la previsione dei principali indici atmosferici e la distribuzione delle anomalie termiche dei nostri oceani per comprendere la possibile evoluzione del tempo a lungo termine.

A cosa serve studiare le anomalie delle temperature superficiali degli oceani? Serve a comprendere l’andamento delle correnti oceaniche, le maggiori responsabili del trasporto e della distribuzione del calore nonchè della sua trasmissione alla macchina atmosferica. Ecco perchè la Nina diventa così importante, ecco perchè avere un Atlantico freddo o caldo conta in una proiezione a medio-lungo termine.
Ad uno sguardo la situazione attuale mostra un nucleo di acque più fredde della norma nel settore ENSO (oceano Pacifico), con la Nina che sta ancora mostrandosi attiva soprattutto sui settori centrali. Passando in Atlantico troviamo un oceano più tiepido della norma (AMO positivo) ma anche un Mediterraneo che si sta scaldando velocemente. Il tutto è ben visibile nella prima figura.
Entrambi i fattori potrebbero reagire con il prossimo avanzamento dell’aria fredda di origine polare e determinare una situazione depressionaria di ampio respito proprio a cavallo del Mediterraneo centrale intorno alla prima settimana di maggio. Ecco che tutto si incastra perfettamente in quel sistema che vede gli oceani e l’atmosfera interagire a stretto giro di posta onde passarsi e redistribuirsi i perenni sbilanci energetici della circolazione generale.
Il rallentamento del vortice polare (indice AO in calo a fine mese) e l’amplificazione di un’onda depressionaria in sede euro-mediterranea (indice NAO in calo ai primi di maggio) potrebbe dare al nuovo mese una impronta tutta nuova. Il percolato di aria fredda che si inserirà poi dal comparto continentale europeo potrebbe rialimentare per diversi giorni questa situazione tanto che l’Italia potrebbe venire spezzata in due tronconi: da una parte il nord sotto le precipitazioni e l’aria più fredda, dall’altra il sud e parte del centro interessati da correnti sciroccali nord-africane in risposta. La seconda figura riportata sintetizza il discorso fatto.
Insomma un esordio di maggio che sembra poterci ripagare di tanto sbiadimento meteo cui abbiamo assistito ad aprile dove, tramontato un anticiclone con il suo sole e i suoi cieli azzurri, è subentrato quel piattume più completo non ha certo giovato al buon andamento di una primavera capace di ben altri colpi di scena.
Autore : Luca Angelini
