Prima ondata di freddo e neve: c’è una data
Vediamo quando si prevede la prima svolta invernale della stagione: ci sono segnali di freddo e della prima neve a quote basse?

La prima vera ondata di freddo stagionale potrebbe intervenire nei primi giorni di novembre, subito dopo il week-end dei morti, in pratica da lunedì 3 novembre. E’ la proiezione del modello GFS che vede inizialmente una rimonta dell’anticiclone dopo il periodo instabile, a tratti piovoso, che intercorrerà in questi giorni (dal 20 al 28).
L’anticiclone si spingerà però un po’ troppo verso nord, favorendo la discesa, lungo il suo bordo orientale, di una massa d’aria fredda che investirà gran parte della Penisola, a partire dalle regioni adriatiche.
Ma andiamo con ordine, ecco la configurazione barica prevista per lunedì 3 novembre:

Nei giorni successivi l’influenza dell’aria fredda risulterà ben più netta, investendo tra il 4 ed il 5 novembre tutta la Penisola, come si vede in questa mappa termica prevista per la notte tra il 4 ed il 5 a 1500m:

L’obiettivo della massa fredda più tosta sarà il basso Adriatico, perché sullo Jonio andrà scavandosi un minimo di pressione che richiamerà appunto venti di Grecale e Tramontana molto sostenuti. Le temperature si porterebbero di diversi gradi al di sotto della media, 5-7°C al sud, di 4-6°C al centro, di 4-5°C anche al nord. Ecco il vortice previsto dal modello GFS:

Le conseguenze a livello precipitativo si avvertiranno soprattutto su medio Adriatico e meridione con precipitazioni a carattere di rovescio o temporale, anche nevose in Appennino oltre i 600-700m, una vera sorpresa invernale insomma, anche se di durata limitata.
Entro le prime ore del 6 novembre infatti si prevede un netto miglioramento con allontanamento del vortice verso la Grecia e suo indebolimento.
Cesserà contemporaneamente anche il richiamo di aria fredda e sull’Italia tornerà l’anticiclone.
ATTENDIBILITA’
Al momento si tratta di una proiezione del solo modello GFS, che però da più giorni insiste su questa discesa fredda dai primi di novembre lungo l’Adriatico. L’attendibilità attuale, stante anche la distanza temporale, non può andare oltre il 25-30%.
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