19:18 29 Maggio 2025

Giugno molto CALDO quasi ovunque: temperature fino a 38°C, ecco dove e quando

Un maestoso anticiclone si prepara a regalare all'Italia un anticipo d'estate, portando con sé tanto sole e un'ondata di caldo intenso. Ma attenzione ai temporali al nord.

Un protagonista indiscusso si appresta a dominare la scena meteorologica italiana: l’anticiclone. Non uno qualsiasi, bensì il temibile anticiclone africano, un colosso di alta pressione che, con passo deciso, marcia dalle aride distese del Marocco e dell’Algeria per abbracciare il Mediterraneo centrale e, di conseguenza, il nostro Stivale. Una volta insediatosi, questo gigante atmosferico mostrerà una notevole tenacia, promettendo di regalarci giornate prevalentemente stabili e soleggiate, specialmente sulle regioni centro-meridionali. Certo, la sua influenza non sarà esente da qualche disturbo temporalesco, che potrebbe manifestarsi con una certa veemenza sull’arco alpino e prealpino, e occasionalmente lambire la Valpadana. Tuttavia, si tratterà di episodi perlopiù isolati e di breve durata, incapaci di scalfire il dominio anticiclonico.

L’impronta subtropicale e l’escalation del caldo

Già a partire da martedì 3 giugno, assisteremo a una progressiva espansione di questa vasta area di alta pressione. Analizzando la sua natura, emerge chiaramente la sua origine: parliamo di una massa d’aria calda di matrice subtropicale. Una massa d’aria subtropicale è un vasto corpo d’aria che si forma nelle regioni comprese tra i tropici e le medie latitudini, caratterizzata da temperature elevate e, spesso, da un contenuto di umidità variabile a seconda della sua provenienza, se marittima o continentale. La sua avanzata sull’Europa e sul bacino del Mediterraneo si tradurrà non solo in una spiccata stabilità atmosferica, ma anche in una sensibile impennata delle temperature. Il calore si farà sentire con particolare intensità sulle pianure del Nord, lungo le zone interne delle regioni bagnate dal Tirreno e sulle nostre due Isole Maggiori. Qui, durante le ore più calde del pomeriggio, i termometri supereranno diffusamente i 30-34°C. Un’attenzione particolare merita la Sardegna, dove, specialmente nella seconda metà della settimana, non si escludono picchi roventi fino a 38°C. Saremo, insomma, testimoni di una classica e intensa fiammata di calore africana.

La cupola di calore un concetto da conoscere

Quando un anticiclone così robusto e persistente staziona su una vasta area, può dare origine a un fenomeno noto come “cupola di calore” (o heat dome). La cupola di calore si verifica quando un’area di alta pressione atmosferica rimane stazionaria su una regione per un periodo prolungato, agendo come un coperchio che intrappola l’aria calda sottostante. L’aria calda, meno densa, tende a salire, ma viene bloccata e compressa verso il basso dalla subsidenza atmosferica tipica degli anticicloni. Questo processo di compressione riscalda ulteriormente l’aria, intensificando l’ondata di caldo al suolo e rendendo il clima particolarmente afoso e opprimente. Le temperature all’interno della cupola possono aumentare giorno dopo giorno, portando a condizioni di stress termico per la popolazione e l’ambiente.
In realtà questa ondata di caldo non avrà esattamente queste caratteristiche così deleterie, poichè l’umidità rimarrà ancora medio-bassa su quasi tutta l’Italia.

Uno sguardo ai modelli e alle possibili insidie al nord

Le proiezioni dei principali modelli meteorologici, come il GFS, convergono nel delineare questo quadro di sostanziale stabilità. Una carta barica significativa, che rappresenta una media degli scenari possibili per il periodo 4-7 giugno, illustra con chiarezza questa dinamica. Evidenzia da un lato la potenziale interferenza di correnti da ovest più fresche e instabili, capaci di generare disturbi temporaleschi sul Settentrione, e dall’altro la pressoché totale assenza di fenomeni significativi al Centro e al Sud, dove regnerà una calma piatta. In particolare, tra mercoledì 4 e giovedì 5 giugno, una perturbazione di origine atlantica potrebbe causare un temporaneo peggioramento al Nord, con rovesci e temporali più probabili su Alpi, Prealpi e sulle alte pianure di Piemonte e Lombardia nella giornata di mercoledì. Questi fenomeni saranno accompagnati da un calo delle temperature nelle aree interessate, mentre sul resto d’Italia l’impatto sarà minimo o nullo.

Prospettive fino a metà giugno tra conferme e qualche nota d’instabilità

Nonostante queste possibili parentesi instabili al Nord, la probabilità di vivere un periodo dominato da tempo stabile, ampiamente soleggiato e decisamente caldo su gran parte della Penisola rimane molto elevata per l’intero arco temporale considerato. Successivamente, nella finestra temporale che va dall’8 al 12 giugno, lo scenario potrebbe leggermente modificarsi. Le correnti prevalenti potrebbero disporsi da nord-ovest, introducendo qualche elemento di instabilità principalmente sul Triveneto, la Romagna e lungo la dorsale appenninica centrale. Il tutto, comunque, inserito in un contesto di caldo moderato, senza gli eccessi della fase precedente. A partire dal 13 giugno in poi, le indicazioni attuali, che necessiteranno di ulteriori conferme, suggeriscono una nuova e più decisa affermazione dell’anticiclone su tutto il territorio nazionale. Questa rinnovata spinta anticiclonica avrebbe la forza di respingere al mittente ogni tentativo di incursione temporalesca, portando anche la Valpadana a sperimentare temperature molto elevate. Al momento, non si intravedono perturbazioni organizzate o break temporaleschi significativi in grado di portare un diffuso e duraturo refrigerio. Fatta eccezione per qualche isolato acquazzone confinato all’arco alpino, la cupola anticiclonica agirà come un vero e proprio scudo protettivo almeno fino alla metà del mese. Anzi, proprio nel periodo compreso tra il 10 e il 15 giugno, le proiezioni indicano che il caldo potrebbe diventare più intenso e opprimente su molte delle nostre regioni.

Anomalie termiche e regime pluviometrico previsti

Riassumendo le attese sull’andamento termico per la prima metà di giugno, l’anomalia di temperatura a circa 1500 metri di quota (un riferimento standard per valutare le masse d’aria) vedrà il Centro-Sud Italia attestarsi su valori di 3-4°C superiori alle medie stagionali. Simili scostamenti positivi potranno interessare a tratti anche i fondovalle alpini. La Valpadana, invece, dovrebbe sperimentare temperature più vicine alla norma o solo lievemente al di sopra. È interessante notare come, nello stesso periodo, si preveda un clima decisamente più gradevole sull’Europa centrale e sul settore nord-occidentale del continente, con valori addirittura sotto media su parte della Norvegia e dell’Islanda, a causa della persistenza di un vortice freddo in quelle aree. Per quanto riguarda le precipitazioni, per l’intera prima parte del mese, esse risulteranno pressoché assenti al Sud, e generalmente scarse e sporadiche al Centro, salvo qualche isolata eccezione locale.