Sulle tracce della nube vulcanica, ecco dov’è e dove andrà
Prosegue tra alti e bassi l'eruzione del vulcano islandese Fimmvorduhals. La nube di polveri e ceneri si sta intanto disperdendo sull'Europa settentrionale, permettendo la ripresa, seppure a singhiozzo, dei voli. Ecco dove si dirigerà nei prossimi giorni.


L’incognita numero uno è quella di sapere se il vulcano riprenderà la sua eruzione di picco e, se si, quanto durerà. L’emissione di ceneri registrata finora, per quanto imponente, risulta molto minore rispetto a tutte quelle eruzioni più o meno recenti che hanno aperto parentesi di evidente squilibrio nella storia del clima contemporaneo.
La consistenza e il tipo di eruzione in corso difatti, come già sottolineato nei nostri precedenti approfondimenti, non mostrano i crismi necessari per portare un significativa alterazione a livello climatico globale; questo per tre motivi principali
1) l’evento si sta verificando a latitudini molto elevate.
2) l’evento è di tipo moderato
2) l’eruzione è ti tipo effusivo.
Nulla a che vedere dunque con Tambora, Krakatoa, El Chicon o Pinatubo, entrambi eventi di ben altra portata e collocazione geografica.
Detto questo, monitoriamo le correnti per individuare dove si dirigeranno i gas eruttivi nel caso che l’evento debba riproporsi anche nei prossimi giorni. Le correnti portanti, getto compreso, tendono a transitare sui cieli dell’Isola atlantica con curvatura anticiclonica. I flussi sono orientati inizialmente da nord per poi piegare da nord-ovest e puntare dritti le Isole Britanniche.
I moti discendenti in atto lungo questo letto di correnti determinerà pertanto un abbassamento delle ceneri le quali si collocheranno tra lo spessore atmosferico compreso tra 700 e 500hPa, dunque tra 3000 e 6000 metri. Come vedete difficilmente si avrà uno sfondamento della tropopausa che qui si colloca intorno a 8 km di quota, condizione necessaria affinchè le polveri permangano in atmosfera per settimane o mesi..
Dopo aver sorvolato il Regno Unito, il flusso dei gas verrà risucchiato verso l’asse di una saccatura centrata sulla Danimarca e riprenderà quota in virtù delle correnti ascendenti ivi presenti. Tra oggi, martedì 20 e domani, mercoledì 21, il compasso cinereo sorvolerà dunque l’Europa centrale rimanendo oltralpe e avvicinandosi al nostro nord-est, senza tuttavia neanche lambirlo, nella giornata di mercoledì.
La risalita verso nord-est dei flussi posti sottovento l’asse di tale saccatura, guideranno poi il materiale eruttivo, che nel frattempo si sarà disperso parzialmente, verso Polonia, Finlandia, regione scandinava e Russia occidentale. Qui potrà precipitare assieme a pioggia e neve disperdendosi ulteriormente.
Gli enti di controllo, in particolare l’Eurocontrol, fanno sapere che, in caso l’eruzione rimanga sui valori attuali o diminusca, nessun pericolo per il volo sarà ancora possibile sui cieli del Vecchio Continente. Da aggiungere altresì che non sussiste alcun pericolo per la salute dei cittadini in territorio italiano.
Ora la prossima mossa spetta al vulcano, sempre che non torni a sprofondare nel suo lungo sonno geologico.
Autore : Luca Angelini
