Gli ultimi spifferi freddi sugli esordi della primavera meteorologica
Sarà ancora una volta il pesante disturbo del vortice polare a caratterizzare la discesa di un blocco freddo verso l'Europa centrale. In parte coinvolta anche l'Italia ma i risultati finali saranno piuttosto marginali.

Il primo di marzo partirà la primavera meteorologica ma quella atmosferica ancora non decollerà. Le sue ali infatti verranno tarpate da una nuova discesa di aria fredda dalle latitudini polari. Una scia di stampo simil-invernale; dobbiamo tuttavia considerare che la stagione ormai avanzata avrà avuto già modo di smorzare un po’ i toni buttandola al più su una fase instabile di tipo più primaverile.
Tutto partirà da una vigorosa iniezione di aria mite di estrazione subtropicale rifilata dall’anticiclone atlantico in decollo verso nord. Le Isole Britanniche si faranno carico di prendersi cura dell’ospite il quale vedrà bene di raschiare l’aria fredda circostante per crearsi uno spazio di tranquillità nei suoi dintorni.
E proprio quell’aria fredda, come uno sciame di vespe sfrattate dal loro alveare, vagherà sul Vecchio Continente concentrandosi in due distinte folate dirette verso le medie latitudini.
La prima tra il 4 e il 5 del nuovo mese finirà dritta sulla Francia, attivando sulle nostre regioni venti orientali che recheranno aria continentale moderatamente fredda ma senza grandi consegenze. In quel frangente saranno con maggior probabilità coinvolte dal calo delle temperature le nostre regioni settentrionali. In val Padana l’imbottigliamento dei venti da est potrà favorire qualche timida spruzzata di neve a quote basse sulla fascia pedemontana piemontese e lombarda e forse anche sull’Appennino emiliano. Moderato maltempo al centro-sud, ma con quota neve piuttosto elevata.
Tra il 7 e il 9 un secondo impulso freddo rotolerà come una palla da bowling verso l’Europa centrale mirando ad abbattere il “birillo” Italia. Questa volta saranno le nostre regioni centro-meridionali a finire sotto i riflettori. Intendiamoci, non dobbiamo aspettarci chissà qual gran gelo, anzi. Si tratterà di una ragionevole discesa temporanea delle temperature associata ad un rinforzo del vento da nord. Potrà ricomparire qua e là anche la neve lungo l’Appennino, localmente fino a quote relativamente basse sui versanti adriatici. La precipitazione sarà comunque affidata più a condizioni di tempo instabile e capriccioso che perturbato. E lo abbiamo detto fin dall’inizio della nostra chiacchierata: ormai non sarà più inverno, ma già primavera.
Autore : Luca Angelini
