Non riponete cappotti e giacche a vento, colpo di coda del freddo possibile nella prima settimana di marzo
Giungono altre conferme riguardo il cambio di circolazione previsto per la prima settimana del nuovo mese, anche se non tutti i modelli la pensano allo stesso modo.

Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo la natura ci offirà quanto di meglio si possa trovare nel campo degli sbalzi termici. Dopo la repentina riscaldata prevista soprattutto in concomitanza con il prossimo fine settimana al centro e al sud, la situazione prevede un nuovo probabile generale raffreddamento con apice tra il 6 e il 9 di marzo.
L’azione di rimbalzo termico sarà la logica conseguenza del nuovo rallentamento imposto dalla corrente a getto, la quale proporrà in sede atlantica una discreta onda anticiclonica dinamica proiettata verso le alte latitudini. In quel frangente vi sarà un dialogo costruttivo tra la circolazione alle alte quote e quella presente al livello del suolo.
All’azione dinamica citata infatti, si aggiungerà anche il contributo termico offerto dal transito delle masse d’aria sulle anomalie superificali delle acque atlantiche e di quelle mediterranee. Tale status promuoverà difatti il propagarsi dell’onda anticiclonica subtropicale dalla sua radice mite, posta in pieno oceano, lungo i meridiani, fino a sforare la fascia di acque più fredde presenti a ridosso delle coste europee.
La sua spinta porterà la testa dell’anticiclone a sfondare tale muro e a frenare solo tra l’Islanda e il Regno Unito, dove intorno a 5 marzo porrà il suo quartier generale. L’aria fredda che giace ancora sul Continente, ancora ottimamente innevato, verrà dunque messa in moto verso il Mediterraneo attraverso la controrisposta offerta da una saccatura il cui asse pare disporsi lungo la direttrice Polonia-Spagna.
E proprio lungo questo letto di correnti l’aria fredda in scivolamento retrogrado, incontrerà anche l’Italia dove determinerà un nuovo generale calo delle temperature a partire dal 6 marzo. L’ulteriore coricamento dell’asse anticiclonico verso la Scandinavia proporrà poi un secondo impulso freddo che potrebbe dirigersi anch’esso verso il nostro Paese fino a raggiungerlo tra l’8 e il 9 del nuovo mese.
La situazione descritta, da intendersi solo quale proiezione e senza la pretesa di una previsione particolareggiata, sembrerebbe favorevole a concentrare i suoi fenomeni di maggior rilievo sulle nostre regioni centrali e meridionali. Non si esclude quindi il ritorno della neve in Appennino e, anche a quote basse, sulle regioni adriatiche.
Per ulteriori ragguagli ci prenderemo cura di seguire passo passo la situazione informandovi tempestivamente delle novità che man mano sopraggiungeranno. Per ora un solo consiglio: anche se nel weekend i termometri su buona parte d’Italia daranno una prima parvenza primaverile, non riponete i vestiti invernali. L’inizio della primavera meteorologica potrebbe nascondere l’insidia di un colpo di coda dell’inverno.
Autore : Luca Angelini
