00:00 3 Febbraio 2010

La perturbazione di VENERDI e SABATO, ecco tutti i particolari

Interessati in un primo tempo il nord e il centro, poi anche il resto dell'Italia. Sabato ancora fenomeni al sud, migliora invece al nord-ovest, Isole e medio-alto Tirreno.

La perturbazione di VENERDI e SABATO, ecco tutti i particolari

L’Italia è ormai a tiro delle perturbazioni atlantiche. La prima della serie si sta materializzando in queste ore sulle acque dell’oceano tra Terravova e l’Islanda e trarrà origine dal collaudato meccanismo che vede su quel settore di oceano lo scontro tra l’aria fredda rientrante dal bacino del Labrador e quella più mite che trasuda dalle acque percorse dalla più mite Corrente del Golfo.

La corrente a getto provvederà a iniettare vorticità ed energia a tale struttura depressionaria nel suo rapido viaggio verso l’Europa. La perturbazione associata a tale vortice giungerà a ridosso delle nostre regioni settentrionali nella serata di giovedì, quando potrà dare un primo timido assaggio precipitativo sulle Alpi occidentali.

Nella notte su venerdì i fenomeni si allargherano a macchia d’olio e coinvolgeranno tutto il settentrione, con posibilità di nevicate qua e là fino al piano sul Piemonte, specie nella zoona del Cuneese. In nottata interessate da una buona passata di rovesci anche la Sardegna e la Toscana.

Venerdì il maltempo procederà ancora verso sud, estendendo i suoi fenomeni anche a Umbria, Marche, Lazio, Campania e Potentino, mentre in Sardegna l’ingresso di un più asciutto Maestrale determinerà i primi rasserenamenti. La tesa ventilazione occidentale tenderà a mettere i bastoni tra le ruote alle precipitazioni sulle regioni adriatiche e joniche, settori ove la pioggia cadrà con il contagocce. Sulle coste abruzzesi e molisane non si esclude addirittura qualche timida schiarita. Date le temperature in forte rialzo, la neve cadrà in prevalenza solo in montagna, in particolare mediamente intorno a 1200 metri sulle Alpi e fin verso i 1600-1800 metri sull’Appennino.

Nel frattempo il minimo al suolo, disegnato dal transito e dalla conseguente rottura del flusso portante contro al barriera alpina, zizgagherà verso il medio Adriatico, per poi finire sabato sullo Jonio. Tale manovra determinerà dunque una nuova rotazione delle correnti, con ingresso di aria più fredda e inversione speculare dei fenomeni attesi per la prima giornata del weekend.

Sgomberate le coste tirreniche, la Sardegna e il nord-ovest dove si avranno i primi bei raserenamenti, i fenomeni si concenteranno sulle regioni adriatiche, Umbria, settori interni del Lazio, oltre che su tutto il meridione e sul nord della Sicilia. Quote neve in ribasso, con limite posto intorno a 500-600 metri su Umbria, Marche, Aretino, tra 600 e 700 su gli altri settori appenninici del centro-sud e sulla Puglia, oltre i 1000-1200 sulla Calabria e sui monti settentrionali siculi. Su quest’ultimo settore nella serata di sabato sono attesi accumuli anche di un certo rilievo.

Venti sostenuti, con mari generalmente in cattive condizioni, ad eccezione del bacino Ligure che sotto costa risulterà in prevalenza riparato e dunque più tranquillo.
Autore : Luca Angelini