00:00 15 Dicembre 2009

Anche nell’ambiente meteo si impari a fare un passo indietro

Un "clima" avvelenato allontana solo gli appassionati da questa splendida realtà che è la meteorologia in Internet.

Anche nell’ambiente meteo si impari a fare un passo indietro

Cartine piene di stelline di neve, macchie azzurre: neve di qui, neve di là, è un po’ un gioco al massacro in questo periodo da parte dei siti di meteorologia, costretti in questo senso da chi di cartine ci vive e cerca di monopolizzare l’attenzione solo con i colori, salvo poi accusare il mondo, senza prove, di averlo boicottato, assoldando degli hacker pronti a distruggergli tutto. Ci sono tutti gli ingredienti per scrivere un nuovo meteothriller. La fantasia è una cosa però, la realtà un’altra. Facciamo un passo indietro, scendiamo dal piedistallo, non vediamoci al centro del mondo, non vediamo complotti laddove non ci sono, specie quando gli improvvisi black-out coincidono con flop previsionali importanti, cosa che nel mestiere avviene molto spesso, ma che può dare adito a dubbi. Tutti commettono errori, noi sbagliamo spesso, ma spesso facciamo anche discrete previsioni e ne siamo contenti. Gli hacker ci hanno attaccato decine di volte, non siamo ricorsi ai comunicati stampa per questo.

L’esasperazione nel voler cercare a tutti i costi l’evento meteorologico estremo porta tutti a lavorare male, in preda alla schizofrenia, arrivando ad inserire nei testi previsionali anche il numero dei fiocchi che cadranno su una data località, su una piccola porzione di territorio, pur di colpire, pur di portare accessi.

Gli accessi si fanno anche con i contenuti, anche con la meteo dal volto umano, quella che eviti tecnicismi, che non parla solo al popolo degli appassionati, ma alla gente comune, e non solo attraverso cartine e simboletti, ma manifestando i propri sentimenti rispetto a quanto accadrà, solo così si può formare, ma senza avere la pretesa di plasmare, una coscienza meteorologica collettiva.
Autore : Alessio Grosso