La stagione è indietro, non deprimiamoci oltre misura, aspettiamo con pazienza l’inverno sino a metà dicembre
E' il momento dell'Atlantico, delle sue perturbazioni, a tratti anche della sua mitezza.

E’ il momento della quota neve ballerina, degli ombrelli quasi sempre aperti, delle giornate uggiose, buie, deprimenti, monotone, in cui ci si chiede quando arriverà quel bel cielo azzurro, terso, invernale, a contrastare con gli alberi nudi, completamente defogliati.
L’ora delle brinate, delle sbrinate (dei parabrezza), dei nebbioni persistenti e della galaverna, sembra quest’anno lontana anni luce.
L’aria fredda fatica a raggiungere l’Italia in questo lungo, quasi interminabile autunno 2009, e si ha l’impressione che l’inverno non debba cominciare mai.
Qualche giorno fa parlavamo dell’Immacolata come momento di svolta stagionale, oggi le carte posticipano ancora, proponendo la prima avvezione fredda di un certo rilievo attorno alla metà di dicembre.
Nel frattempo si andrà avanti a piccoli passi, con qualche ritorno di fiamma della mitezza autunnale. L’alternanza di onde perturbate seguiterà a far danzare le temperature, senza che possa subentrare una stabilizzazione del tempo. Il cielo sereno farà insomma solo qualche fugace apparizione, così come le gelate.
Per il Ponte dell’Immacolata la promessa di dare in pasto agli sciatori la prima neve stagionale sarà mantenuta ma il rischio di una sciroccata che possa rovinare la festa alle basse quote è purtroppo ad oggi molto alta.
Insomma di questi periodi di transizione stagionale non bisogna fidarsi e soprattutto ogni anno fanno storia a sè, proponendo qualche volta un inverno anticipato, in altre occasioni un autunno che fino a Natale non vuole proprio sapere di cedere il passo al Generale.
Autore : Alessio Grosso
