Parlano le alte pressioni: “il Ponte forse non si farà”
Cambio della guardia nella collocazione dei centri pressori sul nostro Continente dopo la metà di novembre. L'Atlantico potrebbe risultare troppo forte per permettere la costruzione di un ponte anticiclonico freddo proiettato verso l'Italia.

Il ponte anticiclonico che doveva collegare l’alta pressione delle Azzorre e quella russa è in bilico, un po’ come quello sullo Stretto di Messina. Mentre la ciclopica costruzione è messa in forse dai pareri discordanti degli abitanti, degli ambintalisti e dalla burocrazia, all’alta pressione si opporrà un Atlantico in gran forma, uno stato di forma ottimale ritrovato dopo tanto tempo.
Nel particolare pare possibile che, la risalita dell’Azzorriano, si limiterà ad una capatina veloce e molto marginale, una sorta di toccata e fuga nella seconda pate della prossima settimana, ma senza molti riscontri e soprattutto seguito. L’altra alta, quella russa, non avrà le motivazioni necessarie per sprecare energia in un allungamento retrogrado senza tornaconti concreti.
In mezzo ci si metterà l’Atlantico, forte di una depressione canadese pronta ad inviare lungo i binari della corrente a getto, diverse onde secondarie che si tufferanno sull’Europa occidentale e, a fasi alterne, anche sull’Italia. Da noi saranno spesso le correnti meridionali ad dettar legge, quindi le temperature, pur relativamente basse poichè inserite nel contesto climatico depressionario, rimarranno in linea con le medie previste per il priodo.
D’altro canto le piogge potranno avere la strada spianata per farsi vedere abbastanza spesso e consentire di fare un buon bottino piovoso del tutto consono con il normale andamento stagionale anche nella seconda metà di novembre.
Autore : Luca Angelini
