Il lago e il vento, viaggio nel mondo delle brezze
Ad ogni lago c'è il suo vento. Ad ogni vento c'è il suo nome. Abbiamo raccolto per voi tutti i venti dei nostri laghi descrivendone le caratteristiche, dove andarli a cercare e quando.

Imbarchiamoci sul nostro catamarano virtuale e puntiamo verso il largo addentrandoci nell’intreccio delle moltissime brezze che interessano i nostri laghi. Prima di scendere nei particolari però, diamo un breve cenno riguardo le cause che producono tali venti.
Il motore numero uno è naturtalmente l’energia solare; per questo motivo le brezze più attive e regolari le ritroviamo nel semestre estivo, prevalentemente tra marzo e settembre. Per quanto riguarda i laghi prealpini, i bacini più vasti d’Italia, le brezze si mettono in moto, oltre che per la differenza di temperatura tra le acque e le coste, anche a causa dello scarto di pressione che si crea tra la pianura Padana e le montagne che li circondano.
In altre parole, durante il giorno il riscaldamento solare provoca la risalita di aria calda lungo i pendii prealpini creandovi una zona di bassa pressione termica a mesoscala (medie dimensioni) e relativo sviluppo di cumuli sulle cime. L’ammanco di aria in conseguenza di questo vuoto, viene colmato prelevandone dell’altra dalla pianura Padana dove infatti il cielo è sereno e la pressione è leggermente più alta (mesoalta). Nelle ore notturne tale impostazione si inverte e con essa anche il verso della brezze.
Regola numero uno: per essere sicuri di trovare la brezza desiderata dobbiamo scegliere una giornata di tempo bello stabile. Questo perchè presenza di nuvolosità o di attività temporalesca nella valli laterali provoca la pulsazione irregolare delle brezze le quali possono annullarsi o cambiare improvvisamente direzione e intensità creando anche situazioni di pericolo.
In condizioni di stabilità dunque, se optiamo per il lago Maggiore, non manchèrà al primo mattino la brezza notturna che soffia da nord nota con il nome di “Tramontana”. Intorno a mezzogiorno tale brezza si inverte e prende il nome di “Inverna”. Il lago però possiede molti sbocchi laterali e per ognuno una brezza secondaria che può intervenire, come detto prima, in situazioni meteorologiche non stabili.
Ecco dunque che possiamo trovarci di fronte all'”Invernone” di intensità doppia rispetto all’Inverna, e inclinata da sud-ovest,
Il “Marenco”, che soffia molto forte dal golfo di Laveno (da est) verso Intra con velocità fino a 90 km/h e il “Mergozzo” che proviene dal Sempione attraverso la Val d’Ossola (da ovest).
Sul lago di Como ritroviamo i due antagonisti che si spartiscono le ore notturne e del primo mattino o quelle diurne e del tardo pomeriggio: sono rispettivamente il “Tivan”, che soffia da settentrione rinforzando da nord-ovest in prossimità di Lecco, e la “Breva”, che soffia debole da sud-est sul ramo di Lecco, per poi ruotare e rinforzare da sud in centro, fino a sud-ovest sull’alto lago dove è molto nota a surfisti e velisti a causa della sua regolarità e intensità. Anche sul Lario le brezze, in situazioni di tempo instabile, possono miscelarsi in modo irregolare con altri venti, l'”Argegnino” (da ovest) allo sbocco della valle d’Intelvi, il “Menaggino” (da ovest, a volte violento) allo sbocco della val Menaggio, il “Bellanasco” (da est), allo sbocco della Valsassina, il “Garzeno” (da ovest), allo sbocco della valle Albano e il “Ventone San Vincenzo” (da nord-est), allo sbocco della val Chiavenna.
Saltando al lago d’Iseo, secondo i medesimi meccanismi giorno-notte, ritroviamo il “Vet”, notturno da nord e l'”Ora” diurna da sud. Anche in questo caso le valli laterali si fanno sentire con il “Mantull”, dalla valle di Predore e il terribile “Sarneghera” che imbocca il lago da Sarnico e presenta caratteristiche improvvise e violente all’origine di numerosi incidenti.
Poco lontano è il lago di Garda, anch’esso ben noto a surfisti e velisti nel suo tratto settentrionale, tra Riva e Torbole, a causa dell'”Ora” vento meridionale diurno teso e di notevole intensità. Il suo opposto notturno prende nomi diversi ma è noto come “Ponal” e soffia da nord. Tra i venti laterali citiamo la “Fasanella” che soffia sul centro lago da ovest e la “Gardesana” da nord-est, mentre sul basso lago è frequente la “Vinessa”, che soffia con direzione sud-orientale.
Naturalmente su tutti i bacini citati il vento più forte, turbolento e a volte anche persistente per più giorni e possibile in ogni stagione dell’anno (ma più di frequente nel semestre invernale) è il Foehn che soffia a volte rabbioso e a colpi dai quadranti settentrionali, non soggiace alle regole delle brezze, essendo un vento sinottico e causa anche notevole sollevamento di onde.
Tra i laghi non prealpini preme far notare anche la classica brezza del lago di Bolsena. Durante il periodo estivo può raggiungere velocità di 30-35 km/h, in modo particolare nei settori meridionali del bacino, tanto che la zona di Capodimonte, ad esempio, è divenuta uno dei paradisi dei velisti.
Autore : Luca Angelini
