Inverno 2024/25 secco: il rischio di una nuova siccità
L'inverno rischia di trascorrere secco e avaro di pioggia e neve? E' l'interrogativo che si pongono tutti, osservando la disposizione dell'anticiclone, ma non è detto che vada davvero così.
Tourists ski on a thin layer of snow back to the resort of Leysin, Swiss Alps, on December 28, 2015. In a season traditionally associated with ice-skating, snowball fights and mulled wine in wintry Europe, birds are chirping, flowers blooming and fake snow covering Alpine ski slopes in one of the warmest Decembers on record. / AFP / FABRICE COFFRINIFABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images ORG XMIT:
Il rischio di un inverno senza precipitazioni nevose abbondanti in montagna è sempre più concreto alle nostre latitudini. Lo spostamento del fronte polare verso nord, cioè della corrente perturbata che trasporta i fronti atlantici carichi di precipitazioni, e il quasi costante dominio dell’anticiclone, fanno pensare che anche questa stagione debba assistere ad una sorta di “miracolo” per beneficiare di qualche preziosa nevicata o pioggia diffusa.

Vedere un anticiclone già così invadente nel mese di novembre, che solitamente è il più generoso in termini di pioggia, non è mai positivo. E’ vero che abbiamo vissuto di recente delle situazioni alluvionali inattese, ma alle nostre latitudini il passo da alluvione a siccità è altrettanto breve.

Per fortuna in inverno la natura è quasi “addormentata” e non soffre troppo della mancanza di pioggia frequente, ma va subito in sofferenza in marzo se i fiumi sono ormai asciutti e non arrivano le tanto attese piogge primaverili.
Dal gennaio scorso per fortuna al nord è piovuto (e nevicato molto in quota) ma all’improvviso, proprio sul più bello, eccezion fatta per l’attuale fase instabile (che entro venerdì 22 si esaurirà) di pioggia e neve in questo novembre ne abbiamo vista pochissima.
Ad ottobre faceva troppo caldo anche in quota per nevicare, l’unica nevicata si era verificata in settembre sulle Dolomiti e aveva stupito tutti, per poi rilevarsi di cattivo auspicio.
In questo momento la preoccupazione è per un insediamento troppo precoce dell’anticiclone che possa poi rinnovarsi per tutto dicembre e in parte anche per gennaio e febbraio: sarebbe decisamente troppo. E’ già accaduto purtroppo, anche quando alla modifica della circolazione generale pensavano in pochi, ci riferiamo al 1988-89 e al 1989-90.
Se l’anticiclone è forte già ora che le grandi figure bariche non hanno ancora assunto una configurazione invernale, molti addetti ai lavori si chiedono se tra dicembre e gennaio non possa risultare praticamente invincibile.
La fortuna è che nessuno sa veramente come potrà evolvere la situazione, perché la meteo non è matematica e qualche volta 2+2 non fa quattro.
Il modello GFS ad esempio seguita ad insistere su un rientro freddo da est entro fine mese, ma il punto è capire se le correnti atlantiche riusciranno o meno ad abbassarsi di latitudine per poter interessare anche l’Italia con le loro perturbazioni cariche di neve, perché se non lo faranno, la stagione non decollerà: in montagna si sparerà la neve (sempre che le condizioni lo consentano), in pianura ci sarà una parvenza d’inverno solo sotto la nebbia, sulle isole e al sud presto sembrerà già primavera.
E’ dunque un momento molto delicato.