TEMPORALI imminenti al nord, ecco la mappa dei possibili fenomeni violenti
Il momento cruciale avverrà nelle ore pomeridiane e serali di oggi, venerdì, quando avverrà lo sfondamento del sistema frontale atlantico sul versante sud-alpino. Attese grandinate, colpi di vento; non si esclude anche qualche isolato episodio vorticoso.

Il tempo stringe; la linea frontale che ci separa dalla fresca aria atlantica si trova giusto al di là delle Alpi. In questo momento la barriera montuosa riesce ancora a contenere la pressione della perturbazione che preme sul versante nord-alpino ma nel pomeriggio avverrà l’imponente scavalcamento.
L’aria fresca inizierà a sorvolare la pianura Padana transitando alle quote superiori, mentre al suolo la turbolenza provocata dall’ingresso incrociato delle correnti in fase di aggiramento ad est e ad ovest dell’arco alpino dovrà anche vedersela anche con l’azione di disturbo indotta dall’Appennino settentrionale ove scorreranno ancora calde e secche correnti sud-occidentali a parziale induzione favonica verso la bassa Padana.
Ne nasceranno due mesominimi (minimi di pressione a piccola scala), l’uno sulla pianura piemontese e l’altro tra basso Veneto ed Emilia; Entro i due minimi andranno a convergere le diverse masse d’aria prima citate e proprio su queste zone prenderà via l’innesco temporalesco, punzecchiato oltretutto dall’azione convettiva già in atto dal mattino sulle Alpi e dal riscaldamento pomeridiano che inietterà ulteriore energia dalla pianura.
L’azione di sollevamento in blocco dell’aria calda giacente in val Padana sarà imponente e coinvolgerà a seguire anche i settori lombardi. Il tutto verrà alimentato anche dalla non trascurabile divergenza alle quote superiori, indotta a sua volta dal transito della corrente a getto, con apporto di vorticità sull’ingresso destro del suo strappo. La stratificazione dell’aria si farà via via superadiabatica, con il gradiente verticale di temperatura che crescerà rapidamente (l’aria in quota si farà sempre più fredda) facilitando lo sviluppo della convezione profonda, ossia appunto dei temporali.
Lo shear complessivo inoltre (la differenza di velocità e di direzione del vento con la quota) appare sufficiente per sostenere la costruzione di bande temporalesche multicellulari ad asse inclinato con rigenerazione sottovento. Ne risulterà un passaggio piuttosto rapido ma non indolore. Gli indici temporaleschi ed altri elementi cinematici e termodinamici ci fanno pensare a fenomeni localmente violenti, con grandinate e qualche isolato fenomeno vorticoso, quest’ultimo più probabile tra est Piemonte, ovest Lombardia e tra basso Veneto ed Emilia.
L’inserimento temporaneo dei venti di Foehn in serata a partire dalle Prealpi decreterà la fine delle ostilità. E allora sarà tutta un’altra aria.
Autore : Luca Angelini
