E si parla di desertificazione con i fiumi in piena
I nostri figli e i nostri nipoti continueranno a sperimentare sull'Italia eventi estremi ancora per molti e molti anni, forse per sempre, perché questo è il meccanismo climatico, sia in un mondo più caldo come l'attuale, che in uno più freddo. Che lo si voglia o no.
E’ da oltre mezzo secolo che sentiamo parlare di desertificazione per Sardegna e Sicilia, di siccità estreme anche per il resto del territorio, alternate ad alluvioni devastanti. E’ sempre stato così e sarà così ancora per chissà quanti anni. Gli eventi estremi sono aumentati? Si, ma soprattutto perché ormai non ci sfugge nulla, non c’è angolo del territorio che non venga monitorato e filmato e nessun temporale o tromba marina che passi inosservato, mentre da ragazzi sulle spiagge in settembre se ne osservavano a decine e talvolta producevano i danni che producono anche ora.

Nessuno aveva il cellulare per filmarle, ma erano anche più numerose di quelle attuali. Si vuole cancellare la memoria storica del tempo, edulcorando ciò che succedeva in passato, come se una volta il tempo si comportasse come una persona retta e giudiziosa e oggi, solo per l’intervento dell’uomo, fosse diventata una madre cattiva ed assassina.
Lo scrive il grande Rampini, nel libro “grazie Occidente”, non c’è mai stato periodo per vivere sulla Terra migliore di questo, eppure si prefigurano sempre scenari catastrofici, come se da un momento all’altro dovesse finire il mondo.
L’uomo inquina? Certo, da far schifo, ma la natura se volesse ci spazzerebbe via in un solo momento uomo o non uomo, altro che contromisure per abbassare la “febbre” del Pianeta di mezzo grado.
L’ennesima dimostrazione che il clima fa quello che vuole, indipendentemente dall’innegabile cambiamento climatico che stiamo attraversando, solo le immagini dell’Emilia-Romagna, a cui presto seguiranno quelle di Sicilia e Sardegna, dove la lunga siccità estiva, sta per intervenire la tanto attesa stagione delle piogge e, state pur certi, che passeremo anche lì un un giorno da un estremo all’altro.

Del resto come potrebbe essere altrimenti. La Sicilia non ha il clima dell’Inghilterra, non può passare lì, a quella latitudine, una perturbazione alla settimana, far cadere 10mm di pioggia e poi andarsene senza colpo ferire. Lì, o c’è un anticiclone di quelli tosti, o se capita la depressione di turno ti vomita addosso 200mm d’acqua in un giorno e la siccità finisce così, le fiumare si chiamano così mica per niente, secche secche in estate, possono trasformarsi in trappole mortali d’inverno al primo nubifragio.
I ghiacciai si sciolgono più velocemente? Purtroppo si, e fintanto che il flusso perturbato atlantico non si abbasserà di latitudine continueranno a fondere, ma anche se l’uomo riuscisse a stemperare (sarà difficile) il rialzo delle temperature con i provvedimenti adottati, se tale flusso rimarrà alto, seguiterà a non piovere e a non nevicare sulle Alpi e seguiterà a fare molto caldo d’estate con le mucillagini, con i tornado e le trombe marine sempre in agguato come lo erano negli anni ’70, quando uccisero ben 33 persone a Venezia o quando caddero in breve tempo 1.000mm di pioggia a Genova Bolzaneto, anche perché le alluvioni colpiranno anche in un clima più freddo.
E con la povertà che c’è, sarebbe davvero un bene se tornasse una piccola era glaciale? Ma sapete quanta gente è morta con il freddo? Quante malattie ci sono state per colpa del freddo? Quindi dovremmo comandare il clima, far spendere alla popolazione molte migliaia di euro, per abbassarne la temperatura (ammesso ma non concesso che ci si riesca) senza conoscerne le conseguenze? Pensate poi al nostro turismo se in un epoca più fredda d’estate piovesse quasi ogni giorno, sarebbe il fallimento per migliaia di esercenti, gestori di stabilimenti balneari, hotels, parchi di divertimento.
Che cosa pretendiamo che faccia insomma il tempo? Che si comporti come il bravo bambino studioso a scuola, che parla solo quando è interrogato o come una scimmietta ammaestrata pronta ad obbedire ad ogni nostro comando? Impossibile, nemmeno se l’uomo da un giorno all’altro scomparisse dalla faccia della Terra. Fra l’altro gli investimenti e le azioni intraprese finora, pur lodevoli, non riescono a produrre i risultati sperati e l’obiettivo di rallentare (quantomeno…) il riscaldamento globale rimane ancora molto lontano.
La natura continuerebbe a fare e disfare come se noi non ci fossimo, inghiottendo in nemmeno un secolo quasi tutto quello che l’uomo ha creato (è sufficiente guardare cosa sta accadendo a Prypiat, vicino alla centrale di Chernobyl). Per lei sarebbe una liberazione, ma questo è un altro discorso.
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