00:00 20 Marzo 2009

In viaggio attraverso gli indici, scopriamo i prossimi passi della primavera

Analizziamo insieme come si comporteranno alcuni indici teleconnettivi ed estrapoliamone le conseguenze per anticipare le mosse della nuova stagione.

In viaggio attraverso gli indici, scopriamo i prossimi passi della primavera

20 marzo, ore 11.44: scocca ufficialmente la primavera astronomica e l’Italia paradossalmente si trova all’apice di una fase meteorologica di stampo più propriamente invernale. Quanto durerà? Arriverà la primavera mite e soleggiata, quella che ci permetterà di godere delle attività all’aria aperta?

Per comprendere le prossime mosse della primavera ci prendiamo la briga di compiere un rapido giro attorno al mondo per analizzare le principali componenti climatiche che funzionano come “predictor”. Partiamo dal vortice polare, minato alle quote superiori dai primi raggi di sole che vanno a destabilizzare l’ozono stratosferico adducendo ad un indebolimento dall’alto dell’intera struttura, fenomeno noto come “final warming”, ossia graduale smembrameno stagionale della trottola polare d’alta quota (lo ritroveremo il prossimo autunno).

Il mancato supporto offerto dalla circolazione alle quote superiori recherà ulteriore disturbo alla circolazione artica posta a livello del mare, ove difatti l’indice AO stenterà a riportarsi su valori positivi. Nel frattempo l’onda convettiva equatoriale comandata dall’oscillazione nota come NJO, di concerto con le attuali posizioni delle temperature superficiali del nord Pacifico, stimolerà la risalita portentosa di una bolla anticiclonica in corrispondenza delle isole Aleutine. Si tratterà di un vero e proprio blocco.

Questa manovra causerà una marcata ondulazione meridiana del getto in entrata sul continente nord-americano (e poi anche in uscita verso l’Atlantico). La sua azione determinante sarà però affidata alla spinta complessiva di tutto l’impianto il quale, oltre a ferire nel cuore il nostro vortice polare costringendolo a dimenarsi attorno al suo centro, causerà addirittura lo sbilanciamento verso l’Europa dell’intero asse del grande rotore depressionario.

In questo modo sulla nostra fetta di emifero, fino agli esordi di aprile, avremo a che fare con la progressiva discesa delle “storm tracks”, ossia delle correnti perturbate atlantiche con le relative onde ma non solo. In seno ad una di queste ampie ondulazioni, si andrà ad isolare una cellula di alta pressione nei pressi del Labrador, altro blocco, seppur molto meno incisivo, in risposta a quello aleutinico. L’alto Atlantico reagirà immediatamente sparando verso l’Europa centro-occidentale un lobo del vortice polare il quale cercherà di prendere contatti con il Mediterraneo a cavallo tra la fine di marzo e i primissimi giorni di aprile anche se stavolta la banda degli anticicloni opporrà un po’ di resistenza.

In questo periodo dunque la nostra primavera dovrà ancora vedersela con le intemperanze di una instabilità piuttosto incattivita da scambi meridiani alquanto minacciosi. Assodato quindi questo possibile scenario, il passo successivo sarà a questo punto quello di inquadrare l’esatta entità di questi aliti instabili e capire come si concluderà questo marzo molto pazzerello ma soprattutto comprendere quale strada intenderà intraprendere il nuovo mese ormai alle porte.

Ve lo spiegheremo nei nostri prossimi approfondimenti, non mancate di seguirci.
Autore : Luca Angelini