00:00 27 Gennaio 2009

Morte sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, un disastro assurdo

L'azione erosiva delle recenti piogge e l'incuria del territorio ha ha determinato il distacco della frana.

Morte sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, un disastro assurdo

E’ stata una morte assurda quella che hanno subìto i due occupanti del pulmino Peugeot domenica sera, mentre erano in transito tra gli svincoli di Rogliano ed Altilia Grimaldi, sul tratto cosentino dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Sulla regione imperversava da circa 48 ore una perturbazione associata ad un nucleo depressionario formatosi sul Golfo Ligure e poi disceso lungo la Penisola fino al Tirreno meridionale, settore est.

La pioggia, incessante in quell’area per tutto il week-end, ha reso saturo il terreno e i violenti acquazzoni che hanno imperversato sul settore tirrenico della Calabria settentrionale hanno causato un’improvvisa quanto devastante frana che ha di fatto inondato le due corsie cancellando il tracciato autostradale.

Il vortice che per tutta la domenica mattina aveva raccolto una grossa dose di umidità stazionando sul Tirreno, ha traslato verso est nel pomeriggio domenicale scatenando tutta la sua violenza per il probabile verificarsi anche di un moderato effetto di sbarramento orografico, conciso con il transito del suo minimo in corrispondenza dell’appennino silano, avvenuto proprio intorno alle ore 21.00, orario della tragedia.

La ricostruzione sinottica appare confermata anche dalla lettura dei minimi pressori, che hanno raggiunto i valori più bassi proprio domenica pomeriggio in quest’area (si passa nel pomeriggio dai 994 hPa a valori superiori ai 1002 hPa, registrati in tarda serata).

Ci si chiede, ma si è fatto davvero tutto per evitare che una tragedia come questa potesse verificarsi? La risposta è amara, in Calabria, dopo la tragedia del campeggio le Giare di Soverato del 2000, dopo l’esondazione del’’Esaro avvenuta a Crotone nel 1996, dopo l’alluvione di Vibo del 2006, si è sempre fermi a 15-20 anni addietro. Come si spiega che, dopo tante vittime, questo territorio continui ad essere privo di della copertura di un radar meteorologico, unico strumento capace di “vedere” e segnalare in anticipo eventi meteorologici violenti, come quelli di domenica sera.

Se si aggiunge poi che tutta l’area della A3, compresa tra gli svincoli di Rogliano ed Altilia nelle estati scorse è stata più volte devastata da violenti incendi, che hanno deturpato o addirittura raso al suolo il manto protettivo della vegetazione, allora ci si rende davvero conto che questa tragedia appare assurda e inaccettabile, determinata forse più che dagli eventi meteorologici, proprio dall’incuria dell’uomo.
Autore : Ugo Notaro, adattamento Luca Angelini