Sole sempre in letargo, slittano ulteriormente le previsioni di ripresa
Ancora tutto tranquillo sul Sole. Prosegue la lunga fase di stanca, anche se qualche piccola macchia sembra ormai appartenere al nuovo ciclo. Quest'ultimo andrà probabilmente ridimensionato e le conseguenze sul clima saranno senz'altro oggetto di studi importantissimi e sicuramente anche clamorosi.

Ciclo numero 24? Non s’ha da fare. La sentenza della Natura sembra categorica. Giunto ormai da tempo al minimo decennale della sua attività, il Sole non ha alcuna intenzione di scendere dal giaciglio di stelle che lo circonda e ricominciare a rosolare per bene i suoi pianeti, Terra compresa.
A dire il vero il nuovo ciclo, per l’appunto il numero 24, è partito ma nessuno o quasi se ne è accorto. I modelli numerici di cui si servono gli enti spaziali per rilevare e prevedere l’andamento dell’attività solare, continuano a prevedere un innalzamento dei flussi, innalzamento che tuttavia continua a non manifestarsi.
A scrutare nei minimi dettagli i grafici che individuano flussi solari, il vento solare, le macchie solari e quant’altro appartiene alla nostra Stella, pare di esaminare l’andamento clinico di un individuo durante le fasi del sonno: ogni tanto qualche sussulto, qualche esplosione, l’ultima delle quali lo scorso 18-19 dicembre che ha interessato la corona solare, ma nulla di più.
Dopo questi starnuti il nostro Sole si volta dall’altra parte e ricomincia a dormire beatamente, ignorando la sveglia che suona ormai da oltre un anno e mezzo. Tanto per avere un’idea, quest’oggi, Vigilia di Natale 2008, siamo arrivati a 262 giorni senza macchie significative.
La polarita di quelle poche che di quando in quando ravvivano la sfera solare, liscia come una palla da biliardo, appartengono al nuovo ciclo, tuttavia l’intensità dello stesso mette i paletti alle previsioni impostate da Hathaway. Il minimo in sostanza viene sempre più prorogato e la curva si allarga disegnando nuovi scenari.
Che ne sarà del nostro clima? L’attività solare assume importanti correlazioni con la circolazione a livello generale. Una delle teorie in via di verifica è quella che assocerebbe il minimo di macchie solari ad una maggiore ondulazione delle correnti a getto. Da qui una propensione agli scambi meridiani con possibilità anche di qualche sorpresa fredda fino alle medie latitudini. La stagione finora sembra infatti impostata su questa linea.
L’importanza di questo periodo però risulta alquanto significativa. Il perdurare di questo evento di stanca solare può permetterci di perfezionare, affinare e approfondire gli studi che legano il Sole al nostro clima. I risultati verranno messi nero su bianco i prossimi anni e potranno essere paragonati con gli studi compiuti sul passato per capire sempre di più del nostro futuro.
Autore : Luca Angelini
