Il sonno del sole manda in crisi astronomi e fisici dell’atmosfera: ecco le conseguenze per la Terra…
Non ci sono segni che il ciclo 24, annunciato come imminente, possa attivarsi da qui a poche settimane.

Da molti anni l’ente americano National Space Science and Technology Center ad opera del Dottor David Hathaway sta studiando attentamente le macchie solari.
Il Dottor Hathaway ha oltretutto il merito di aver scoperto la Great Conveyor Belt, ossia un grande nastro trasportatore, che porta materiale plasmatico dalle basse alle alte latudini del sole con un ciclo di 40 anni.
Nel 2006 si scopre un rallentamento di questa circolazione che porterebbe ad un affievolimento delle macchie solari.
Nonostante questo si arriva a prevedere un’ultima fase di forte attività solare tra la fine del 2008 ed il 2012, una fase però che per il momento non ha alcuna voglia di cominciare.
Il sole sta infatti osservando una fase di grande quiete, definita quasi eccezionale da diversi astronomi. Se il ciclo 24, definito strong, partisse, per la Terra significherebbe assistere ad un certo aumento termico valutabile in 0,1°C da qui al 2012, se non partisse potrebbe consolidarsi la tendenza al ribasso già mostrata dal 2000 ad oggi, in attesa di un calo probabilmente più netto negli anni successivi e considerando che il ciclo 25, atteso dal 2020 in poi, viene definito light, leggero, con il sole dunque cosparso da ben pochi “brufoli”, cioè macchie.
Se il sole continuasse con questo trend, saltando il ciclo 24 insomma, il raffreddamento della Terra diverrebbe probabilmente molto più palese rispetto agli 0.1°C riscontrati finora dall’inizio del nuovo secolo.
Autore : Alessio Grosso
