Si apre la porta dell’est, novità per metà febbraio
Modelli concordi sull'arrivo del freddo da est. Molti dubbi sull'intensità del freddo!
Gli ultimissimi aggiornamenti dei centri di calcolo mostrano finalmente scenari più invernali per il prosieguo di febbraio, certamente differenti da quelli che ci hanno fatto compagnia nelle ultime settimane. L’inverno, per il momento, non si è quasi per nulla mostrato non solo in Italia ma addirittura su gran parte dell’Europa centro-occidentale, tranne per qualche giornata fredda e qualche fiocco di neve a bassa quota.
Dopo l’ondata di maltempo che colpirà l’Italia tra 9 e 12 febbraio, pare spalancarsi la porta dell’est grazie ad una ripresa moderata del vortice polare che potrebbe portare l‘indice NAO in territorio neutro, ovvero potrebbe instaurarsi una corrente a getto non particolarmente invadente, quanto basta per far elevare l’anticiclone delle Azzorre sulla Gran Bretagna e a seguire sulla Scandinavia, dove nel frattempo ci sarebbero le condizioni ideali per la formazione di un’alta pressione scandinava.
Ed ecco che potrebbe ergersi un ponte anticiclonico dall’Atlantico alla Scandinavia, uno schema barico che solitamente premia l’arrivo del freddo dell’est verso il Mediterraneo o l’Europa centrale. In altre situazioni simili, negli anni e decenni scorsi, l’Italia ha spesso fatto i conti con potenti ondate di freddo e neve, anche fino in pianura e le coste soprattutto adriatiche.
Ma cosa succederà questa volta? Tutti i centri di calcolo sono concordi, al momento, con lo schema barico descritto poc’anzi. Esattamente tra 15 e 16 febbraio potrebbero attivarsi correnti fredde da est/nord-est, in grado di trascinare aria fredda in moto retrogrado verso l’Italia. Tuttavia al momento non è ancora chiara l’entità del freddo che effettivamente riuscirà a valicare i Balcani.

Nella mappa qui sopra, del modello europeo ECMWF; possiamo ammirare il ponte anticiclonico tra Atlantico e Scandinavia. Al di sotto di questo ponte scivolerebbe l’aria fredda artico-continentale che sul finire del suo percorso potrebbe coinvolgere l’Italia.
Anche l’americano GFS propone una configurazione simile:

Per non dimenticare il canadese GEM favorevole ad un forte blocco anticiclonico ad ovest, capace di veicolare aria fredda da est verso il Mediterraneo.

Ma per gli amanti della neve, la notizia peggiore arriva adesso. Sebbene la dinamica sembra essere molto interessante e potenzialmente produttiva per ondate di freddo e neve considerevoli, ecco che viene a galla il risicato serbatoio freddo presente ad est.
Difatti analizzando le temperature previste a metà mese, all’interno del nucleo freddo che andrebbe a isolarsi sul Mediterraneo, si evincono valori termici non propriamente bassissimi. Temperature tra 0 e -4°C a 1500 metri sarebbero la normalità di qualsiasi debole ondata di freddo, insufficienti per la neve a bassa quota. In questo caso, infatti, avremmo certamente tempo instabile ma con quota neve tutt’al più collinare.

Per la neve a bassissima quota è chiaro che occorre un qualcosa in più, ovviamente al momento non prevedibile considerando che mancherebbe addirittura più di una settimana all’ipotetico episodio freddo. Non si escludono sorprese nei prossimi aggiornamenti: per un serbatoio freddo ad est ben più promettente occorrerebbe un maggior taglio freddo dall’Artico al momento dello sviluppo del ponte anticiclonico. Questo passaggio cruciale non è ancora definito, pertanto non si escludono sorprese nei prossimi giorni.