20:48 26 Gennaio 2024

Meteo: segnali di ripresa dell’inverno a febbraio? Cosa ci dicono i modelli

L'inverno proverà le ultime carte a febbraio, ma la situazione è critica. Vediamo cosa dicono i modelli.

Meteo: segnali di ripresa dell’inverno a febbraio? Cosa ci dicono i modelli

Ora come ora la situazione meteorologica sull’Europa è a dir poco drammatica, con l’inverno letteralmente spazzato via da mezzo continente. Addirittura in Spagna stiamo registrando temperature davvero esagerate, superiori ai 28-29°C su diverse località a causa di un possente anticiclone sub-tropicale. Il nuovo record di caldo di gennaio appartiene a Gavarda, cittadina della comunità Valenciana, che ha raggiunto i 30,7°C, come se fossimo in piena estate!

L’influenza di questo potente anticiclone si sta facendo sentire fin sull’Europa centrale e l’Italia, dove troviamo pesanti anomalie in montagna. Discorso diverso sulle pianure dove l’inversione termica “nasconde” queste anomalie pesantissime dietro temperature anche piuttosto basse. In Val Padana, infatti, la colonnina di mercurio si è anche portata sotto lo zero, ma trattasi appunto di semplice inversione termica notturna! Poche centinaia di metri più in alto, troviamo dai 10 ai 15°C in più.

Ma l’inverno quando si deciderà a far sul serio? Quando tornerà la neve quantomeno in montagna?
Questa situazione drammatica, soprattutto per le nostre montagne, non si sbloccherà prima del 4 febbraio. Possiamo infatti confermarvi che l’anticiclone sarà il grande protagonista meteo dell’Europa centro-occidentale per almeno un’altra settimana. Non solo mancherà la neve ma anche la pioggia!

Per un cambio di circolazione bisognerà aspettare il 4-5 febbraio: attorno a questa data i centri di calcolo cominciano a mostrare scenari decisamente più interessanti su scala emisferica.
Il vortice polare tornerà pian piano a indebolirsi e, cosa più importante, la potente depressione islandese comincerà a perdere colpi.
L’indice AO index, che mostra lo stato di salute del vortice polare, ci indica un suo netto indebolimento dai primi giorni dei febbraio. Il calo dell’AO index è molto importante per permettere alla corrente a getto maggiori ondulazioni per favorire discese fredde verso le basse latitudini.

Ancor più importante l’indice NAO index, che ci descrive la situazione barica del nord Atlantico. Ora ci troviamo in piena NAO positiva, ovvero il grande nemico dell’inverso europeo e soprattutto italiano/spagnolo. Quando la NAO è in territorio positivo, significa che il nord Atlantico pullula di depressioni, specie tra Groenlandia, Islanda e Gran Bretagna: questa situazione comporta un rinforzo dell’alta pressione su tutta l’Europa centrale e il Mediterraneo, con conseguente stabilità e aumento delle temperature.

A partire da Febbraio l’indice NAO comincerà a scendere e addirittura è previsto scendere leggermente in territorio negativo. Questo significa che potrebbe verificarsi un travaso di masse d’aria dal nord Atlantico al nord Europa, pertanto sul nord Atlantico potrebbe tornare pian piano a rinforzarsi l’alta pressione.
In questo contesto l’aria fredda e instabile avrebbe maggiori possibilità di arrivare in Italia.

Al momento il modello canadese GEM è quello che intravede lo scenario più allettante in termini di freddo e neve. Una tipica configurazione da NAO neutra o leggermente negativa, con l’alta pressione imperante su Gran Bretagna e Islanda: le masse d’aria molto fredde in questo caso si posizionano sull’est Europa e sarebbero in grado di raggiungere l’Italia.

Per il momento sono tutte ipotesi a lungo termine, pertanto è impossibile determinare l’arrivo di un’ondata di freddo e neve in Italia a questa distanza temporale. Chiaro però che la discesa dei vari indici ad inizio febbraio è decisamente confortante per le sorti dell’inverno.