L’attimo fuggente del GRANDE FREDDO di metà gennaio! Cosa accadrà?
La situazione per la metà del mese torna improvvisamente incerta: ecco tutte le ipotesi che strizzano l'occhio al grande freddo, anche solo per un attimo...

Il grande freddo come non l’avevamo mai visto negli ultimi anni a gennaio andrà ad accamparsi tra la Scandinavia e la Russia nel corso dei prossimi giorni.
Diventa difficile capire se riuscirà ad interagire con depressioni presenti alle basse latitudini mediterranee, se invece troverà il modo di sfondare da nord valicando le Alpi o se resterà bloccato sul centro Europa e poi si allontanerà verso est senza colpo ferire.
Sono però tante le mappe in queste ultime emissioni (almeno il 40%) che segnalano che almeno un tentativo di sfondamento del FREDDO ci potrebbe essere. Ve ne mostriamo alcune:

Tutto dipenderà dalla tenuta del blocco anticiclonico tra l’Atlantico e la Groenlandia ma anche dal movimento di “cresta”, cioè nella parte più a nord, quella che andrà a posizionarsi sul Polo. Se muoverà verso ovest, cioè verso il nord America, addio freddo, se invece spingerà anche solo leggermente verso il Mare di Barents, senza perdere il “muro” di blocco in Atlantico, qualcosa di veramente grosso potrebbe capitare anche in Italia. Lo si vede molto bene dalla mappa qui sotto:

Da nord non arriva freddo estremo (quello arriva solo da est) ma sarebbe più che sufficiente per mettere in moto una serie di “reazioni” che porterebbero anche alla formazione di depressioni cariche di neve a quote basse, come vediamo qui, qui le termiche a 1500m in caso di sfondamento del freddo verso sud:

Il problema è che la tenuta del blocco è ancora molto improbabile e di conseguenza questi movimenti al massimo sarebbero da considerare degli “attimi fuggenti”. Questa avvincente storia del gennaio 2024 però merita di essere ancora seguita.

E in stratosfera? Cosa accadrà? Risulta evidente una seconda grande frenata dei venti zonali tra il 14 e il 20, anche se nelle mappe troposferiche forse non si riesce ancora bene a valutarne le conseguenze. Si nota poi un altrettanto netto ritorno ad una zonalità violenta da ovest, quasi cattiva dal 20 in poi, con ripristino di condizioni di tempo mediamente occidentale (mite) sull’Europa; naturalmente sono tutte ipotesi, ecco però la mappa che descrive la situazione dei venti previsti a 30km di altezza:

