Nuovo affondo perturbato ad inizio settimana, ma non premierà tutta Italia

L’evoluzione del tempo di questa seconda metà di novembre potrebbe strizzare l’occhio all’inverno molto più di quanto fanno nelle ultime settimane. Ebbene è in atto un nuovo cambio d’assetto barico tra Atlantico ed Europa. il quale avrà ripercussioni abbastanza evidenti già a partire da questo venerdì 17. Un anticiclone delle Azzorre molto più vivace sarà protagonista assoluto del tempo europeo, considerando che andrà a minare la stabilità del vortice polare, andandolo ad insidiare col sostegno anche dell’anticiclone del Pacifico.
Con un anticiclone così sontuoso, capace di ergersi fin sull’Atlantico settentrionale, è chiaro che l’Europa e l’Italia si trovano più esposte alle correnti fredde provenienti dall’Artico e dall’est. Questo significa che le perturbazioni umide e miti provenienti da ovest si concederanno una pausa e cominceranno ad affluire correnti più fredde settentrionali.
Il primissimo assaggio lo avremo tra 17 e 18 novembre, ma una perturbazione ancor più fredda e intensa potrebbe giungere sul Mediterraneo ad inizio prossima settimana. In particolare tra martedì 21 e mercoledì 22 una saccatura fredda artico-marittima potrebbe fiondarsi sull’Europa centrale e a seguire anche sull’Italia, dando vita a un diffuso calo termico, piogge, rovesci e neve in montagna. Al momento si prevedono temperature a 1500 metri fino a 0°C sul medio-alto Adriatico, segno dell’ingresso di aria fredda dai Balcani.

Le temperature potrebbero scendere fin sotto le medie del periodo su gran parte d’Italia soprattutto sul lato adriatico (fino a 2-4°C sotto le medie).

Le precipitazioni, tuttavia, non riguarderanno tutta Italia. Come sempre avviene in queste circostanze, il nord Italia si ritrova protetto dall’arco alpino e di conseguenza i cieli spesso risultano sereni o poco nuvolosi. Martedì 21 si prevedono piogge principalmente sul centro Italia e il basso Tirreno, col nord totalmente tagliato fuori.

Mercoledì 22 piogge più presenti al sud, mentre al centro avremo un graduale miglioramento del tempo. In questa circostanza i fiocchi di neve potrebbero spingersi fin sui 1000 metri sull’Appennino centrale e sui 1500 metri su quello meridionale.

Autore : Raffaele Laricchia