10:35 3 Novembre 2023

MALTEMPO in TOSCANA: cosa ha causato questo ennesimo DISASTRO?

Un disastro prevedibile? Forse si, ma il problema maggiore è stata la localizzazione del fenomeno. Vediamo cosa ha causato il temporale autorigenerante che tanti danni ha provocato nella serata di ieri su alcune aree della Toscana.

MALTEMPO in TOSCANA: cosa ha causato questo ennesimo DISASTRO?

Prima di analizzare l’intenso fenomeno temporalesco che ha messo in ginocchio ieri sera alcune aree della Toscana, vi invitiamo a leggere questo articolo sulle linee di convergenza delle masse d’aria: www.meteolive.it/news/In-primo-piano/2/maltempo-quando-il-radar-insegna-le-linee-di-convergenza/75540/). 

In soldoni, due masse d’aria non possono mai mescolarsi. Quella più calda è meno densa e tende a sovrascorrere sopra quella fredda, che risulta più densa. Ogni volta che si verifica un sollevamento di masse d’aria, si creano le condizioni per avere precipitazioni anche abbondanti qualora la massa d’aria che si solleva risulti essere molto umida. Nella serata di ieri di umidità ve ne era parecchia, in quanto eravamo sotto l’influenza di un intenso flusso oceanico da sud-ovest che animava una vigorosa perturbazione. 

Cosa è successo allora in quel punto da consentire la creazione di un temporale autorigenernte così longevo? Una prima risposta ci viene fornita dalla foto iniziale dell’articolo, ovvero un masso posto in un fiume con la corrente che lo aggira; una parte del flusso lo aggirerà sulla destra, l’altro sulla sinistra fino ad incontrarsi in un punto dove entrambi i flussi CONVERGONO

Dato che sia l’acqua che l’aria sono entrambi fluidi e si muovono nello stesso modo, analizziamo le correnti al suolo che erano presenti ieri sera sulla zona interessata da fenomeno:  

Il flusso teso di correnti sud-occidentali è assimilabile alla corrente del fiume di cui sopra, mentre il masso posto in mezzo è la Corsica. Una parte della corrente ha aggirato l’ostacolo sulla sinistra (freccia bianca), l’altra parte sulla destra (freccia gialla). Il punto di incontro ha generato la linea di convergenza che ha dato vita al temporale stazionario (riga rossa). 

Il problema qundi non è stata la previsione del fenomeno in se, che con questo tipo di correnti era abbastanza probabile, bensì la sua reale localizzazione. E’ sufficiente che una delle due correnti spinga di più o di meno per cambiare l’areale di interessamento e di conseguenza la zona flagellata da eventuali danni. 

Controlla sempre le previsioni dettagliate e specifiche per la tua cittàcontinuamente aggiornate:

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Autore : Paolo Bonino