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Le prossime mosse del Vortice Polare

L'Atlantico continuerà ad essere fuori gioco, sul Mediterraneo centrale si aprirà una lunga partita a scacchi tra l'alta delle Azzorre e il Vortice Polare: la prima mossa è destinata a favorire nuovamente il medio Adriatico e il sud ma nelle mosse successive non sono escluse a priori delle clamorose sorprese.

Sotto la lente - 11 Febbraio 2005, ore 10.14

Siccità prolungata al nord, nevicate storiche su medio adriatico, zone interne del centro e meridione, nel limbo le centrali tirreniche: sembra essere questo in estrema sintesi il motivo di fondo di questo inverno 2004-2005 (escluse le brevi parentesi nevose al Settentrione durante il Natale e a metà gennaio). Come proseguirà la stagione? Tramontata per il momento la possibilità di un nuovo ruggito freddo dell'anticiclone russo-siberiano, rimangono a contendersi lo scenario europeo 2 figure bariche "storiche": l'inossidabile alta pressione delle Azzorre e la new entry, il Vortice Polare che negli ultimi anni ha finito col regalare delle tardive nevicate anche sull'Italia. I nivofili e chi attende la pioggia laddove c'è maggior siccità seguono con attenzione tutti i passi di quest'ultima figura perturbatrice sperando che almeno una delle irruzioni fredde da nord riesca a passare con decisione attraverso la Valle del Rodano formando attivando un'intensa depressione sul Golfo ligure o sul Tirreno in grado di distribuire più equamente le precipitazioni su tutte le regioni. Si avvicina dunque la prima mossa del Vortice Polare che già da domenica sera invierà un primo emissario, ossia un impulso di aria artica di origine marittima. Per quanto la traiettoria di quest'irruzione sia leggermente più ad ovest di quel che si pensava alcuni giorni fa, non sarà così ad ovest da permettere la ciclogenesi descritta poc'anzi. Nord nuovamente saltato e per di più con la beffa del Favonio, rapido passaggio sulle centrali tirreniche e nuovamente maggiori effetti al sud e sul medio Adriatico con nevicate a quote collinari. Venti ovunque tesi o forti settentrionali e brusco calo termico sulla Penisola da lunedì. Questo scenario ha una probabilità del 90-95%, il restante 5-10% è legato sempre alla remota possibilità che invece si formi una depressione sui mari occidentali. Poi cosa accadrà? Si formerà una depressione tra i Balcani e il basso Adriatico che seguiterà a richiamare aria fredda per alcuni giorni sempre sulle medesime zone con rovesci di neve anche a bassa quota. Entro il fine settimana l'alta delle Azzorre tenterà di riprendere le redini del Mediterraneo centrale seppur sempre insidiata da nuove colate fredde più ad est. Le proiezioni a lungo termine (con affidabilità inferiore al 15%), vedono un nuovo massiccio tentativo di sfondamento delle correnti da nord da lunedì 21. Ancora una volta si riproporrà il solito dilemma: riusciranno le correnti fredde ad aggirare DA OVEST la barriera alpina? Le perturbazioni atlantiche continueranno ad essere le grandi assenti e, in loro vece, le uniche possibilità di pioggia e neve su mezza Italia restano legate alla ciclogenesi sui mari occidentali.

Autore : Simone Maio

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