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Ghiacciaio della Marmolada in seria AGONIA, ma sabato arriva la NEVE!

Drammatico ritiro del ghiacciaio durante questa secca e calda estate 2015, i teli di naylon posati hanno comunque ridotto le perdite.

In primo piano - 3 Settembre 2015, ore 11.48

Non che negli anni scorsi la situazione fosse rosea, ma un'estate come questa, secca, molto calda e caratterizzata da un luglio eccezionalmente sereno anche nelle Alpi, ha fatto precipitare la situazione sui ghiacciai delle Dolomiti.

La Marmolada ne ha fatto le spese più di tutti, tanto da pensare ad un'impermeabile per difendere il ghiaccio dal riscaldamento del clima. 

La società funiviaria di Mario Vascellari ha coperto di grandi teli di naylon tre punti della pista che per 12 chilometri (la più lunga d’Europa) scende da punta Rocca, incrocia punta Serauta e scende verso il basso. Si tratta di tre grandi fazzoletti, di colore bianco (per non assorbire la luce, 3 cm circa di spessore), che coprono passaggi strategici dell’area sciabile, che d’inverno è una vera delizia per gli appassionati della neve.
L'impermeabile ha lo scopo di preservare neve e ghiaccio dallo scioglimento per le alte temperature estive.

La neve protetta dai teloni genera uno scalino di un metro, a volte addirittura due, con quella che non ha copertura.

Le temperature delle scorse settimane sono state altissime. Per avere lo zero termico si sarebbe dovuto salire di altri mille metri rispetto alla vetta del ghiacciaio, il più grande del Veneto, e raggiungere quota 4 mila.

I dati degli esperti sono drammatici. I glaciologi che recentemente hanno fatto alcune misurazioni alla Forcella a VU, teatro hanno scoperto che il ghiacciaio, in quel sito, non ha uno spessore di 14 metri, ma soltanto di 7. Quest’inverno sono scesi 6 metri di neve, l’anno prima almeno 13 metri.

Tutta la neve di quest’anno si è fusa. Fiumi d’acqua che scendono attraverso i crepacci e si scaricano a valle. Il cappotto al ghiacciaio lo ha deciso Mario Vascellari, l’imprenditore dello sci più apprezzato dagli ambientalisti per i suoi approcci di sostenibilità con l’alta montagna, insieme all’associazione Mountain Wilderness, a Cipra, e alle province di Trento e Belluno.

In questo si è cercato di riparare il ghiacciaio sia dallo scioglimento delle alte temperature, quanto dalla necessità di preservare la neve caduta e di non doverla movimentare in vista della preparazione delle piste. Con un risparmio sul piano energetico e di forte contrasto all’inquinamento.

Gravi arretramenti sono stati segnalati anche sui ghiacciai dell'Alto Adige, specie in alta Val Ridanna e in Valle Aurina. Sabato per fortuna è prevista neve oltre i 2000m.


Autore : Report redazione MeteoLive.it

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