Ci sarà una FORTE NEVICATA al nord e sull’Appennino centrale tra mercoledì 23 e venerdì 25 gennaio?
Presto per scendere nei dettagli ma è giusto soddisfare la curiosità dei lettori.

PREMESSA: le mappe neve che vi mostriamo potranno essere attendibili a 72 ore dall’evento, non prima. Al momento però ci servono per capire quanto sia affidabile la previsione a lungo termine (parliamo di 6-7 giorni) del modello europeo, dal quale sono stati estrapolati i dati per disegnare queste carte. Ci sembrava giusto farne partecipi anche i lettori.
CONFERME: ormai da diverse emissioni queste mappe confermano nevicate anche di una certa rilevanza sulle pianure del nord, specie ad ovest e sulla fascia pedemontana emiliana, ma anche lungo gran parte della dorsale appenninica del centro Italia.
DETTAGLIO: le temperature non saranno
particolarmente basse ma FORSE sufficienti per determinare neve sino in pianura tra mercoledì 23 e giovedì 24 al nord. I fenomeni nevosi risulterebbero misti a pioggia sulla pianura padana centrale ed orientale, dove infatti non si prevedono accumuli rilevanti, mentre la nevicata assumerebbe maggiore spessore procedendo verso ovest, specie su ovest lombardo (neve anche a Milano), Piemonte (neve anche a Torino), Appennino ligure e soprattutto Appennino emiliano. La neve cadrebbe anche abbastanza generosa sull’Appennino centrale a quote
comprese tra 300 e 500m, ma non in pianura.
DA NOTARE: accumuli sino a mezzo metro ed oltre sarebbero previsti per tutta la fascia appenninica ligure e tosco emiliano, ma anche su basso Piemonte, Pavese, fascia pedemontana emiliana, comprese Piacenza, Parma, Reggio, Modena e Bologna, ma anche su tutte le zone interne della Toscana. Neve naturalmente anche su tutte le vallate alpine con accumuli certamente non trascurabili, soprattutto su basso Trentino e Cadore, ma comunque inferiori a quelli previsti per il basso Piemonte e l’Emilia. In questi casi ad esempio località come Limone Piemonte fanno il pieno di precipitazioni nevose. Notevoli comunque anche gli accumuli attesi su Appennino laziale ed abruzzese e sul Gennargentu in Sardegna.
COSA NON VA ALLORA? Innanzitutto le temperature previste a quasi una settimana di distanza sono sempre sottostimate. Dunque GENERALMENTE, ma non è un dogma, si tendono a prevalere valori un po’ più bassi di quelli che si registrano poi concretamente e questo determina nella realtà poi una quota neve più alta.
C’è poi da considerare la posizione esatta dei minimi depressionari: il fattore determinante, che generalmente resta incerto in queste circostanze almeno sino a 48-72 ore prima dell’evento.
Ecco perché tutto quanto esposto potrebbe non essere del tutto vero o riscontrabile solo in parte.
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Autore : Team di MeteoLive.it
