00:00 22 Novembre 2011

Artico, dai che ce la fai…

Finalmente la crescita della banchisa rispetto alla media di riferimento inizia ad essere concreta. Da metà ottobre il deficit si è ridotto di ben 1 milione e 600 mila chilometri quadrati.

Artico, dai che ce la fai…

 All’inizio avevamo pensato che questa improvvisa ripresa di umore della banchisa artica fosse essenzialmente il risultato fittizio di una imprecisione dovuta al flusso dei dati satellitari ad alta risoluzione. Invece l’Università dell’Illinois, che con la collaborazione di altri Dipartimenti ed Istituti tiene cura della regolare osservazione dei ghiacci polari, conferma e anzi raddoppia.

Nella seconda parte dell’autunno, e in particolare a partire dalla metà di ottobre, l’estensione della copertura glaciale sull’Oceano Artico ha visto una ripresa stupefacente. Più di 1 milione e 600 mila chilometri quadrati di ghiaccio fresco messi su dal nulla e come se niente fosse.

Il dato che pare più immediato se proprio vogliamo ricercare una causa a questo scatto verso l’alto lo ritroviamo nell’andamento del vortice polare. L’indice dell’Oscillazione Artica, spia che ci suggerisce quanto è profondo il trottolone polare e quindi quanta aria gelida può concentrarsi oltre il Circolo Polare, quasi si sovrappone a detta crescita.

Non gridiamo vittoria ma tifiamo comunque per il nostro Polo. Ricordiamo infatti che il deficit rispetto alla media degli ultimi trent’anni è ancora pesante: ora mancano poco meno di 800 mila chilometri quadrati per tornare a galla, che sono ancora tanti. E noi ci alziamo in coro utilizzando quella simpatica esclamazione usata da un celeberrimo e amatissimo cantautore italiano: "Dai che ce la fai!"

Autore : Luca Angelini