Appennino centro-meridionale sotto i temporali!
Dal Tirreno all'Adriatico è tutt'un fiorire di cumulonembi. Diluvio sul Salento, su Lazio e Campania i fenomeni stanno sconfinando dai monti al litorale. Roma-Est di nuovo a rischio temporale.
E’ un continuo tappeto di nubi cumuliformi, quello che in queste ultime ore ha ricoperto l’entroterra della nostra penisola, andando ad interessare maggiormente le aree montane.
Sull’Appennino Centrale e Meridionale si concentrano infatti i fenomeni temporaleschi più importanti di quest’oggi, anche se non sono da sottovalutarsi gli episodi del Salento e della costa jonica.
Il tutto si deve ad una circolazione depressionaria che ha i propri minimi (al suolo ed in quota) posizionati tra il Golfo di Policastro, il Golfo di Taranto ed il braccio di mare al largo del litorale jonico calabrese. E’ la medesima struttura ciclonica che, anche se con modalità differenti, nel corso delle ultime 48 ore ha interessato prima il Nord e poi il Centro Italia, grazie soprattutto ai forti contrasti termici che si sono avuti tra le due diverse masse d’aria.
La parte più avanzata della struttura è posizionata sulle coste del Basso Adriatico, e sta provocando precipitazioni di un certo rilievo su buona parte della Puglia, così come dimostrano le segnalazioni che ci giungono da Lecce.
I temporali appenninici hanno invece sconfinato sui versanti occidentali, andando ad interessare zone limitrofe al litorale tirrenico di Campania e Basso Lazio. In queste ore inoltre il sistema temporalesco sviluppatosi in zona Simbruini-Tiburtini sta per interessare i quartieri più orientali della Capitale, dove tra l’altro si odono in continuazione dei tuoni. Segnalazioni di rovesci a tratti torrenziali arrivano dalle aree interne del Lazio, dove temporali a catena si stanno accanendo su Alta Ciociaria, Sabina e Sublacense. Si fa concreta la possibilità che anche la Capitale venga raggiunta, seppur “di striscio”, dal lembo di un temporale.
Situazione in progressivo peggioramento anche in Calabria e sulle coste sicule nord-orientali, mentre per un deciso miglioramento occorrerà attendere le prime luci dell’alba di domani.
Autore : Emanuele Latini