12:08 10 Novembre 2023

VENERDI 17: VORTICE CICLONICO in azione sull’Italia con vento, freddo e neve in quota?

Si profila un duro scontro tra anticiclone e depressioni in discesa dal centro Europa tra giovedì 16 e venerdì 17 novembre. Colpirà l'Italia o i Balcani?

 

L’alta pressione sta diventando sempre più invadente nelle proiezioni sul tempo nel medio e nel lungo termine. Eppure non riesce completamente ad impedire ai vortici ciclonici di piazzare uno spunto almeno parziale nell’area mediterranea. 

Ci sono allora alcuni scenari votati al tempo perturbato tra giovedì 16 e venerdì 17, sino a sabato 18, che prevedevono anche venti tempestosi, rovesci, mareggiate e neve sui rilievi con annesso calo termico marcato:

Si tratta però qui di una visione troppo votata al maltempo, perchè molti altri scenari, la maggior parte, prevedono che il grosso del maltempo si abbatta sui Balcani, a causa di un’ingerenza maggiore dell’anticiclone:

La vera sfida dei previsori sarà proprio capire quale sarà il ruolo di questo grasso anticiclone, che per molti inverni ha dominato la scena del tempo. Di solito lo si vedeva così attivo da Natale, quest’anno sembra voler anticipare i tempi.

Se prende possesso dell’Italia sarà dura scrollarselo di dosso, ma al momento questa ipotesi non viene presa in considerazione troppo seriamente dai modelli, che concedono comunque delle via d’uscita alternative durante la terza decade del mese, sulle quali però non entreremo nel dettaglio. 

Qui invece stiamo cercando di capire se questo tentativo di affondo depressionario potrà o meno andare in porto, per ora lo scenario intermedio prevede questo:, vortice sui Balcani ma aria fredda da nord sull’Italia con qualche nevicata a bassa quota sui settori alpini di confine ed oltre gli 800m lungo il versante adriatico dell’Appennino centrale e meridionale, vento sostenuto ovunque e calo termico. 

RIASSUMENDO
Al momento le possibilità di un affondo depressionario sull’Italia tra giovedì 16 e sabato 18 novembre sono del 30%, quelle di un affondo parziale con maggiore interessamento dei settori di confine, del medio Adriatico e del basso Tirreno del 45%, mentre un restante 25% opta addirittura per un’azione relegata ai Balcani con scarso interessamento del nostro Paese. 
A mio giudizio un affondo da nord almeno parziale è ad oggi quello più probabile, nonostante la persistenza del disturbo anticiclonico.

 

 

Autore : Alessio Grosso