Scenari invernali tardivi: rischio NEVE a quote basse ad inizio aprile, ecco dove
Incredibili (ma estremi) gli scenari proposti da alcuni modelli per la prima decade di aprile sull'Italia, con il potenziale ritorno della neve a quote anche pianeggianti. Ecco perché e quante possibilità ci sono.
I modelli matematici segnalano la concreta possibilità che sull’Europa si instauri una configurazione invernale tardiva tra la fine di marzo e la prima decade di aprile. Tutto questo avrà dapprima dei risvolti perturbati sul medio Adriatico e sul meridione con forte vento e moderato calo termico sull’insieme del Paese, ma gli eventi più significativi dal punto di vista termico e anche sotto il profilo dei fenomeni nevosi, potrebbe verificarsi con l’esordio di aprile.
Infatti c’è convergenza nell’inquadrare una configurazione barica che prevede il posizionamento di un anticiclone sulla regione scandinava, con il conseguente afflusso di aria molto fredda per la stagione da nord-est verso parte del Mediterraneo e dunque dell’Italia, oltre che sul centro Europa, come si vede molto bene qui:

L’insistenza di una simile configurazione porterebbe a reiterate discese di impulsi freddi dalla Finlandia verso le Alpi. Il modello GFS prevede un primo step molto instabile per il nord (associato a basse temperature) per il 2-3 aprile ma con neve solo in collina, poi addirittura si sbilancia in una previsione giudicata da noi ESTREMA, che per il momento ha scarsissime probabilità di realizzazione (meno del 15%) ma che la dice lunga sul periodo movimentato che potremmo andare a vivere.
Per il 7 aprile infatti prevede l’arrivo di un nuovo vortice freddo sul nord Italia, accompagnato questa volta da temporali nevosi sino in pianura, eccolo a 5500m:

Si prevedono addirittura temperature inferiori ai -5°C a 1500m sulla verticale della Valpadana con possibili temporali nevosi, con i fiocchi bagnati che facilmente arriverebbero a cadere sino in pianura, anche in presenza di temperature di 4-5°C al di sopra dello zero, come indica questa mappa relativa agli accumuli nevosi previsti tra le 12 e la mezzanotte del 7 aprile:

Più colpite risulterebbero basso Piemonte, Lombardia sud occidentale, gran parte dell’arco alpino e soprattutto i rilievi della Liguria, sarebbe un evento clamoroso naturalmente, secondo solo a quello del 17 aprile 1991, che ha portato a qualche centimetro di neve a Milano; trattasi come detto però di uno scenario estremo che per il momento possiamo solo monitorare per valutare se verrà eventualmente riproposto anche nei successivi aggiornamenti (ma sarà difficile).
Per nulla eccezionale invece la configurazione tardo invernale proposta per inizio aprile; spesso infatti questo mese è risultato votato a ritorni di freddo e neve a quote basse fuori stagione.