00:00 9 Gennaio 2023

Prove GENERALI di INVERNO? Il potenziale guasto intorno a metà mese

La strada verso l'inverno vero è lastricata di buone intenzioni: infatti qualcosa si muove intorno a metà di gennaio: si prepara una frenata più marcata della corrente a getto e il tentativo delle masse d'aria fredda di raggiungere con maggiore convinzione l'Europa.

Prove GENERALI di INVERNO? Il potenziale guasto intorno a metà mese

Certo, l’abbiamo detto, magari l’inverno severo, quello che ormai si ricorda sui libri di testo, nei filmati d’epoca, negli spezzoni di TG presenti in rete e nelle foto storiche di nonna, quello non tornerà, ma qualche zampata invernale potrebbe farsi notare dalla metà del mese in poi.

E’ lì infatti che cercano di convergere i modelli, intorno al 16 gennaio, quando una saccatura pronunciata potrebbe finalmente risultare il segnale di una vistosa frenata della corrente a getto e avviare una nuova fase dell’inverno in Europa. 

Ma andiamo con ordine: ecco ancora la situazione prevista tra qualche giorno, il 13 gennaio, con la corrente laminare da nord-ovest molto tesa e nessun contatto tra l’aria fredda di origine artica non solo nel Mediterraneo ma anche sul centro Europa:

 

Nei giorni successivi la progressiva spinta verso nord dell’anticiclone delle Azzorre e parimenti la discesa della saccatura di cui parlavamo sopra, potrebbe determinare una fase di tempo perturbato di stampo simil invernale con la neve che potrebbe arrivare a scendere facilmente sotto i 1000m. 

Il problema consta ancora nella capacità di questa saccatura di piazzare la stoccata giusta, con i geopotenziali sufficientemente bassi, con la curvatura ciclonica marcata che non diventi una "carezza" come vediamo qui (che ci farebbe capire che la corrente zonale sarebbe ancora preponderante):

Andrebbe meglio in questa versione alternativa del modello americano sempre per lo stesso intervallo di tempo: 16-17 gennaio!

Il modello canadese propone invece un affondo magari meno netto ma con un vortice ben più intenso, che porta con sè l’impeto della vorticità che gli deriva da iniezioni di aria artica marittima:

Non vorrei aggiungere, ma non posso sottrarmi, che proprio affondi ripetuti del genere sul finire del gennaio del 1986 portarono grosse nevicate a bassa quota sul nostro Paese, senza che fosse necessario chissà quale apporto di freddo, in particolare ricordiamo il Piemonte "affondato".

La media degli scenari cosa dice? Quella americana per il 17 è ancora come un quadro un po’ storto, che abbiamo deciso di raddrizzare manualmente per farvi capire quanto potrebbe risultare più alta l’attendibilità di una simile evoluzione se solo fosse come indica il tratto scuro:

 

Per ora infatti siamo fermi ad un 25-30% che è già un gentil concessione ad una situazione ancora molto difficile da decifrare, che risente di un indice NAO ancora marcatamente positivo, ma con qualche tentazione alla discesa.
Non perdetevi i prossimi aggiornamenti!

 

Autore : Alessio Grosso