18:41 2 Novembre 2026

Nubifragi, Neve e una tromba d’aria: il bilancio del ciclone dei Defunti

Primi fiocchi a Pescasseroli, Roccaraso, Abetone e sul Pratomagno: il freddo portato dal ciclone ha regalato il primo assaggio d’inverno all’Appennino, con faggete ancora autunnali spolverate di bianco.

TEMPORALE E MAREGGIATA

Aggiornamento delle ore 18:40 di lunedì 2 novembre

A Palermo il maltempo non molla: in serata sulla città sono tornati rovesci molto intensi.
Nel Monrealese gli accumuli della giornata hanno superato i 120 millimetri, e la pioggia continua a cadere su terreni ormai saturi.
Chi deve spostarsi stasera nel Palermitano faccia attenzione a sottopassi e strade in pendenza.
In Puglia la fase più intensa sembra arrivata ora, lungo la fascia adriatica tra Bari, Polignano e Monopoli.
Qui in un paio d’ore sono caduti altri 10-15 millimetri, e molte località viaggiano ormai intorno ai 50 millimetri.
In Abruzzo invece la pioggia non si è fermata del tutto: Cepagatti si avvicina ai 160 millimetri, il dato più alto della giornata.
Nella notte qualche rovescio insisterà ancora tra Molise, Puglia e Sicilia settentrionale, prima del miglioramento di domani.


Il ciclone atteso per il giorno dei Defunti ha mantenuto le promesse, ma ha colpito più duro dove in pochi se lo aspettavano. Le piogge più abbondanti non sono cadute tra Puglia e Basilicata, dove era scattata l’allerta più alta, ma in Abruzzo e nel Palermitano, con accumuli da evento eccezionale. In mezzo, la prima neve della stagione sull’Appennino, raffiche fino a sfiorare i 100 km/h in Sicilia e una tromba d’aria sul litorale tarantino: ecco il bilancio, ancora provvisorio, di una giornata che molti ricorderanno.

Abruzzo sott’acqua: oltre 150 mm nel Pescarese

Il cuore del maltempo si è fermato sul Pescarese e sul Chietino. A Cepagatti le stazioni hanno raccolto oltre 150 mm di pioggia, e anche a Chieti Scalo e Tricalle si è superata la soglia dei 100 mm, un accumulo notevole per una sola giornata. Le conseguenze non sono mancate: strade allagate a Chieti Scalo, sottopassi chiusi per alcune ore a Francavilla al Mare e disagi tra Pescara e Spoltore. Piogge molto abbondanti anche nell’Ascolano, dove tra Folignano e i Monti Sibillini gli accumuli si sono avvicinati ai 100 mm.

Palermitano, Salento e Calabria: i nubifragi del pomeriggio

Nel pomeriggio il ciclone ha scaricato la sua forza anche sulla Sicilia nord-occidentale: nell’entroterra di Monreale si sono superati i 100 mm e verso le 16 a San Martino delle Scale pioveva ancora a ritmo di nubifragio. Il Maestrale ha soffiato con violenza sul Palermitano e sul Trapanese, dove le raffiche si sono avvicinate ai 100 km/h. Nubifragi anche nel Salento, tra Corigliano d’Otranto e Ortelle, e nell’area di Catanzaro, mentre nel Termolese, secondo le prime segnalazioni, un albero abbattuto dal vento è finito su un’auto in sosta.

La tromba d’aria di Castellaneta Marina

Il momento più spettacolare della giornata si è vissuto in mattinata sul litorale tarantino. Secondo le prime segnalazioni, una tromba d’aria ha investito il lungomare di Castellaneta Marina, danneggiando seriamente uno stabilimento balneare tra vetrate infrante, coperture divelte e arredi scaraventati lontano, con alcuni detriti arrivati fino a un’abitazione vicina. Per fortuna non si registrano feriti.

La prima neve imbianca l’Appennino, fino a mille metri

Il freddo arrivato con il ciclone ha portato la prima vera neve della stagione. Tra la notte e il mattino i fiocchi sono scesi fino a circa 900-1.000 metri sull’Appennino centrale: in Abruzzo si sono svegliate sotto la neve Pescasseroli, Roccaraso e l’Altopiano delle Rocche, e il manto bianco ha coperto anche Passolanciano, Prati di Tivo e Campo Imperatore. In Toscana la neve è comparsa all’Abetone, sul Pratomagno e nella foresta di Vallombrosa, già sopra i mille metri, mentre sulle vette dei Sibillini le stazioni in quota hanno registrato temperature sotto lo zero con precipitazioni abbondanti.

Nel corso della giornata, con l’arrivo di aria un po’ meno fredda dal Sud, la quota neve è risalita verso i 1.500-1.700 metri e nel pomeriggio nevicava ormai soltanto sulle cime più alte. Restano però le immagini di un primo assaggio d’inverno, con le faggete ancora vestite dei colori dell’autunno e già spolverate di bianco. Sull’Appennino centro-meridionale, sulle vette oltre i 2.000 metri, il manto potrebbe essere già consistente dopo gli abbondanti accumuli della giornata.

Puglia e Basilicata: la partita non è ancora chiusa

Il bilancio, però, non è definitivo. Tra Puglia e Basilicata finora sono caduti accumuli importanti ma lontani dai picchi abruzzesi, con valori intorno ai 60 mm tra Gravina, Potenza e il Materano, e nel tardo pomeriggio il maltempo si stava intensificando lungo tutto l’Adriatico meridionale. La notte potrebbe quindi aggiungere altra pioggia proprio dove era attesa la fase più intensa, come avevamo spiegato parlando della giornata di intenso maltempo al Sud. Da domani il ciclone si allontanerà verso la Grecia, ma al mattino resteranno ancora acquazzoni su alcune regioni del Sud, prima di un graduale miglioramento con venti in attenuazione.