13:45 2 Giugno 2026

Il ritorno dell’estate dal 7 giugno: un modello autorevole dice NO

ECMWF frena sull’anticiclone: Italia nel mirino di nuovi disturbi tra 9 e 15 giugno.

L'anticiclone sconfitto all'inizio della seconda decade di giugno?

La rimonta dell’anticiclone subtropicale sull’Italia, prevista con decisione da diversi modelli nelle ultime emissioni, non trova conferma nel modello europeo ECMWF. Mentre GFS, ICON e in parte UKMO puntano su un’espansione stabile e duratura dell’alta pressione, con caldo diffuso e instabilità relegata ai rilievi, ECMWF propone uno scenario molto più dinamico, in cui il Mediterraneo centrale rimane esposto a continui disturbi di origine nord-atlantica.

Secondo il modello europeo, già tra il 9 e il 10 giugno correnti più fresche e instabili in arrivo da nord-ovest riuscirebbero a scalfire il campo anticiclonico, generando temporali soprattutto sul Nord-Est e sul medio Adriatico. Una dinamica che impedirebbe alla cupola subtropicale di consolidarsi pienamente, mantenendo l’atmosfera più mobile rispetto a quanto suggerito dagli altri centri di calcolo.

Il passaggio più rilevante, però, riguarda la finestra compresa tra il 12 e il 15 giugno. In questo periodo ECMWF ipotizza l’affondo di una saccatura nord-atlantica sul Nord Italia, con successivo isolamento di un minimo chiuso tra il 14 e il 15. Lo vediamo in questa mappa su base grafica Meteologix:

Saccatura prevista dal modello ECMWF per l'11-12 giugno con serio guasto sull'Italia. Da verificare. Base grafica Meteologix.

Si tratterebbe di un peggioramento di una certa importanza, caratterizzato da instabilità diffusa, temporali anche intensi, ventilazione sostenuta e un calo termico marcato, con valori inferiori alla media stagionale. Il coinvolgimento potrebbe estendersi anche al medio Adriatico e, a tratti, al Sud peninsulare, configurando un vero guasto di stampo tardo primaverile.

La media degli scenari ECMWF, tuttavia, offre una lettura più sfumata. Pur confermando la presenza di disturbi ricorrenti, non abbraccia completamente la soluzione drastica del deterministico. Indica infatti un’alta pressione più debole e vulnerabile, ma non un affondo così profondo della saccatura. L’instabilità sarebbe presente, ma in forma intermittente e meno incisiva, con un quadro termico comunque più contenuto rispetto alle proiezioni degli altri modelli.

La divergenza tra i centri di calcolo nasce dal posizionamento del getto polare e dalla forza del promontorio subtropicale: basta uno scarto minimo nell’asse della saccatura per determinare un’Italia sotto caldo stabile oppure un’Italia esposta a correnti fresche e instabili. È la tipica sensibilità della fase di transizione stagionale, in cui il Mediterraneo risponde in modo amplificato a variazioni anche piccole nella dinamica atlantica.

In sintesi

ECMWF non vede una rimonta anticiclonica piena e duratura e introduce disturbi già dal 9-10 giugno, con la possibilità di un peggioramento più serio tra il 12 e il 15. La media ensemble conferma instabilità ma non un guasto così marcato, mentre altri modelli insistono su un anticiclone forte e caldo. La distanza tra gli scenari è ancora significativa: nei prossimi giorni capiremo quale traiettoria atmosferica prevarrà.

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