TEMPORALI POMERIDIANI: unica “concessione” quando l’estate fa sul serio
Ad una attenta osservazione, nei pomeriggi estivi i temporali pomeridiani tendono a prediligere alcune zone piuttosto che altre. Cerchiamo di capire come mai.

Se potessimo sorvolare con un aereo tutta la dorsale appenninica e l’arco alpino in una giornata di sole, sicuramente noteremmo una grande varietà di paesaggi. Alcune rupi si presenterebbero scoscese, con molte rocce e senza alberi; altre ci apparirebbero di un verde intenso, per merito della presenza di abbondante vegetazione.
La diversa morfologia del terreno, che si ripercuote anche con una maggiore o minore copertura vegetale, influenza il distaccamento delle termiche dal suolo; queste bolle di aria calda sono molto importanti per la genesi dei temporali pomeridiani. Se un pendio montuoso si presenta senza alberi, la roccia nuda può assorbire maggiormente i raggi del sole, che ne determinano un suo riscaldamento. Se, invece, un rilievo si presenta totalmente coperto da vegetali, l’assorbimento del calore da parte del terreno sarà minore, essendo in parte “neutralizzato” dalle fronde.
Minore riscaldamento del terreno significa minore produzione di termiche e di conseguenza di nubi cumuliformi ed eventuali temporali. In poche parole, è molto più facile che un temporale pomeridiano si sviluppi in un luogo con minore copertura vegetale, piuttosto che in prossimità di una zona totalmente verde.
Naturalmente questo discorso vale solo per i temporali cosiddetti di calore, che nascono e muoiono sul posto, a patto che non intervenga una corrente in quota in grado di spostarli su altre zone. In caso di sconfinamento, i temporali di calore possono colpire anche zone relativamente lontane dal luogo di origine e la lontananza sarà direttamente proporzionale all’intensità della corrente in quota.
Un altro fattore che influenza la crescita dei temporali pomeridiani è sicuramente la presenza di laghi, magari anche artificiali, che si trovano in valli abbastanza strette, circondate da montagne anche elevate. In questo caso il lago crea un surplus di umidità, che viene sollevata dal riscaldamento delle rupi circostanti assieme alle termiche; l’aria che viene portata in quota, quindi, oltre ad essere calda sarà anche umida e la formazione di nubi e temporali sarà notevolmente esaltata.
Molto improbabile, se non impossibile, che un temporale pomeridiano si sviluppi in mare aperto. In questo caso l’umidità è presente in abbondanza, ma la presenza dell’acqua, la cui temperatura è quasi sempre inferiore a quella dell’aria, non consente il sollevamento di termiche.
L’umidità, seppur presente, è costretta a rimanere nei bassi strati; non salendo in quota non si ha la condensazione del vapore acqueo e la formazione delle nubi, di conseguenza, verrà scoraggiata.
Autore : Paolo Bonino