00:00 5 Gennaio 2021

STRAT-WARMING: cos’è? Cosa comporta per l’Italia? Cosa succederà da metà gennaio?

Tutto quello che c'è da sapere sullo strat-warming in poche righe e le conseguenze pratiche rispetto a quanto potrebbe accadere in questo inverno 2021.

STRAT-WARMING: cos’è? Cosa comporta per l’Italia? Cosa succederà da metà gennaio?

Si parla molto in questi giorni del fenomeno dello Stratwarming, che significa "riscaldamento della stratosfera". Il collegamento con neve e gelo non è però automatico.
Che significato ha allora questo riscaldamento stratosferico?
In pratica attraverso le misure della temperatura e di altri parametri meteorologici nella stratosfera (fra i 15 ed i 50 km di altezza) vengono monitorati i movimenti del grande Vortice Polare, che a seconda dei suoi capricci può provocare notevoli sconvolgimenti  in pochi giorni anche in sede troposferica, cioè tra gli 0 e 15km, dove vive l’uomo tanto per intenderci.

Quando si verifica un repentino riscaldamento dell’aria in alcune zone della stratosfera (anche 30-40°C in pochi giorni, per motivi ancora non del tutto comprensibili), il Vortice Polare troposferico, cioè il settore del vortice polare inferiore, viene costretto a deformarsi (dislocazione del vortice polare), o addirittura a suddividersi in 2-3 minimi distinti (si parla di SPLIT del vortice polare), che poi viaggiano in parte verso le medie latitudini, portando ondate di freddo inusuali su zone normalmente temperate.

Ad esempio la grande ondata fredda dell’inverno ’85, cosi come quelle del 29 e del 63, erano legate ad un riscaldamento di 50-60°C nella stratosfera del Polo, riscaldamento associato ad uno spotstamento di uno dei minimi principali del Vortice Polare troposferico verso l’Europa centrale.

Bisogna però evidenziare che un leggero o moderato riscaldamento della stratosfera in alcune zone dell’emisfero durante l’inverno è naturale, e fa parte di un ciclo annuale che non porta ad anomalie evidenti in sede troposferica.

Comunque la lettura della parola magica “Stratwarming” porta a reazioni istintive che fanno gridare subito ad ondate di gelo eccezionali in arrivo. D’altra parte questo accade spesso durante l’inverno.

C’è da dire però che negli ultimi anni non si era mai osservato un disturbo cosi prolungato in stratosfera come quello di questo inizio del 2021, tale da notarsi sulle mappe per oltre 15 giorni con un impatto notevole sulla posizione del vortice polare in stratosfera, come ad esempio vediamo qui sotto nella mappa prevista per martedi 12 gennaio dal modello americano:

Ma i segnali in troposfera ci sono? Ci sono, anche se in questo momento risultano in parte soffocati dal tentativo del vortice polare troposferico di tornare compatto, spingendo correnti tese e miti da ovest verso est in direzione dell’Europa e sospingendo verso l’Italia l’alta pressione.

Una situazione però che potrebbe improvvisamente anche capovolgersi, come si nota da questa mappa del modello europeo per la metà del mese: di colpo il nucleo gelido più estremo del vortice polare potrebbe mettersi in moto verso SW, è una mappa a 1500m naturalmente ma la dice lunga sulla possibile (non certa) evoluzione clamorosa della seconda parte di gennaio con gelo intenso e neve anche in Italia, specie in Adriatico e al sud:

A supportare questa ipotesi c’è anche un altro indice da tenere monitorato: il North Anular Mode, l’indice NAM, cioè la rilevazione descrittiva della differenza tra la pressione atmosferica sulla verticale del Polo Nord e quella delle medie latitudini.

Qualcuno obietterà: ma non era l’AO; ossia l’oscillazione artica a svolgere questo lavoro?

Vero, ma l’atmosfera non è piatta, bensì tridimensionale, dunque ha uno spessore.

L’andamento dell’indice AO rileva in effetti la differenza di pressione al livello del mare ma l’indice Nam comprende tutte le quote, dal suolo alla stratosfera e tale indice è ora fortemente negativo (-3): 

E dunque? C’è un collegamento tra eventi invernali stratosferici e troposferici in seguito ad una anomalia dell’indice NAM alle alte quote.
 
Una anomalia positiva dei geopotenziali in sede stratosferica superiore ad un certo valore (fissato a 1,5 unità) denota un rilevante raffreddamento della stratosfera polare dunque un rinvigorimento dello stesso vortice.

Il tutto tende poi a propagarsi verso la troposfera condizionandola per alcune settimane, vale a dire che in quel lasso di tempo anche il vortice polare troposferico SPESSO tende a guadagnare potenza approfondendosi.

 
Viceversa in caso di NAM molto basso, con valori soglia di -3.0 unità, il vortice polare stratosferico risulta alquanto disturbato (flussi di calore in risalita dagli anticicloni subtropicali) e, nel volgere di qualche giorno, può disturbare a sua volta il vortice polare a livello del suolo e far crollare l’indice AO, favorendo severe condizioni invernali sull’Europa e spesso anche sull’Italia.

Dunque potremmo vivere un evento del genere nella seconda parte dell’inverno? E’ molto più probabile che in tante altre potenziali occasioni osservate, ma non ancora certo. Ci sono certamente carte come quella sotto che inducono a dirci, SI, sarà cosi, ma altre che invece puntano su ben altri scenari, dunque aggiornatevi costantemente!

 
Ecco la situazione prevista termicamente a 1500m da una delle emissioni del modello americano per metà mese:
Seguite gli aggiornamenti! 
 
 
 
 
 

 

Autore : Team di MeteoLive.it