MILANO: risveglio bianco, torna il sapore dell’inverno d’altri tempi
Una fitta nevicata sta interessando il capoluogo lombardo dalla tarda sera di martedì. Gioia per bambini e fotografi, meno per tranvieri e automobilisti.

Il filo della neve su Milano è sempre molto sottile. Ma quando la deve buttare allora non c’è isola di calore, non ci sono notti coperte o pomeriggi di sole che tengano. La neve arriva e basta. I Milanesi lo sanno, sentono quell’aria che “sa de nef” e puntualmente gli istinti campanilisti vengono premiati con il tipico risveglio bianco.
A pochi giorni di distanza da un’altra bella nevicata, ecco che la grande metropoli si trova ancora una volta sotto la coperta bianca, tanto amata da alcuni quanto molto odiata da altri. Le prime avvisaglie di questo evento imminente si sono materializzate intorno alle 21.30 di martedì sera: dal cielo rossastro indubbiamente “carico”, ecco i primi fiocchi misti ad una pioviggine sottile.
Nel buio del cielo l’aria mite ha iniziato a sorvolare il cuscino di aria fredda che ormai da giorni giace su quell’angolo di pianura Padana ma non era ancora sufficiente; i termometri digitali sparsi per la città segnavano impietosamente +2°. Con due gradi la neve non arriva a meno che… A meno che non ci si trovi a inizio evento, quando il gioco fisico di energie dovuto alla caduta della precipitazione dal cielo non sottrae all’aria quelle calorie in eccesso determinandone la discesa della temperatura.
E così è stato: i termometri prima sono calati a +1°C, poi sono scivolati a +0°. I fiocchi occupavano ormai tre quarti della precipitazione. Questa si è infittita e il segno meno sulla colonnina di mercurio è arrivato senza difficoltà già verso le 23. Tutto si è imbiancato delicatamente, il cielo da rosso si è fatto giallastro, i pochi rumori della notte si sono attutiti ulteriormente e sulla grande metropoli è calato il silenzio.
I Milanesi dormono per modo di dire: l’attesa spasmodica di neve là fuori dietro ai vetri è stata soddisfatta, qualcuno trascorre la notte tra il letto e la finestra, altri scendono in strada ad immortalare l’evento di una città finalmente immacolata. Lo fanno sapendo che in città la neve non dura molto. Quando quell’aria mite in quota si sarà mangiata tutto il cuscino al suolo non rimarranno che le tracce bagnate di una notte insonne ma goduta fino in fondo.
Autore : Luca Angelini
