00:00 16 Gennaio 2017

L’apice del FREDDO sul Mediterraneo nella prima metà della settimana

Freddo ed instabilità protagoniste del nostro Paese per gran parte della settimana, l'apice del freddo tra martedì 17 e mercoledì 18 gennaio. Vediamo nel dettaglio.

L’apice del FREDDO sul Mediterraneo nella prima metà della settimana

Giungiamo proprio in questi giorni verso l’apice dell’evento di freddo ed instabilità portato da una massa d’aria di origine artico continentale sul Mediterraneo. Il nostro Paese ne viene pienamente coinvolto; ritroviamo infatti una vistosa ciclogenesi che terrà sotto scacco il tempo delle regioni centrali e meridionali, laddove riscontreremo precipitazioni nevose sino a bassa quota soprattutto sul medio ed alto Adriatico. Un vento gelido Tramontana e Grecale sferzerá le regioni settentrionali con valori di freddo accentuati.

Ricordiamo come su queste ultime regioni la NEVE anche sino in pianura, potrà fare capolino sull’Emilia Romagna tra domani, martedì 17 e la prima metà di mercoledì 18.

Il picco minimo di freddo in quota verrà raggiunto sempre entro domani, mentre dal periodo successivo pare profilarsi una lenta risalita della temperatura che dapprima si farà sentire soltanto in quota, poi con gradualità anche al suolo. La ripresa della temperatura anche nei bassi strati si farà poi sentire in modo più deciso dal prossimo fine settimana (sabato 21 – domenica 22). Tale aumento sarebbe provocato dal graduale interrompersi del flusso d’aria fredda sul Mediterraneo a causa della posizione invasiva dell’anticiclone europeo appena al di là delle Alpi.

L’aria fredda avrebbe la forza di spingersi sino alla Penisola Iberica, senza tuttavia essere in grado di organizzare una ciclogenesi atta a convogliare sulle nostre regioni settentrionali l’aria umida necessaria all’arrivo della NEVE. Al termine dell’intero ciclo perturbato, l’angolo nord-occidentale finirà quindi per essere ancora una volta quello più penalizzato, con una "quasi" totale mancanza di precipitazioni nevose. 

Volgendo lo sguardo al futuro, gli scenari atmosferici non sembrano tuttavia contemplare l’arrivo di una figura anticiclonica; al suo posto ancora l’instabilità questa volta inserita in un contesto un po’ più mite che potrebbe riguardare diversi settori d’Europa.

Seguite gli aggiornamenti. 

Autore : William Demasi