Il vortice polare va in crisi ma per l’inverno ormai è tardi…
Aria fredda da est e anticiclone scandinavo ma ormai non siamo più inverno.

Il modello americano disegna scenari che se si fossero materializzati e concretizzati solo un mese fa avrebbero fatto piombare l’Italia nel gelo. Per la verità i venti freddi da est sono entrati quasi ormai nella leggenda, roba che i nonni potrebbero raccontare ai nipotini, vista la difficoltà con cui ultimamente si presentano al cospetto del nostro Paese.
Molti milioni di italiani oltretutto in questo periodo cominciano ad invocare gli anticloni e l’arrivo di una bella fase primaverile stabile e mite. Entrambe queste opzioni però potrebbero risultare lontane dalla realtà.
Stamane l’evoluzione più logica vedrebbe davvero un anticiclone mettere radici sul nord Europa nel corso della prossima settimana (9-15 marzo) ma con infiltrazioni di aria più fredda in quota tali da smantellarlo gradualmente e riportare in auge l’Atlantico attraverso un ulteriore modifica dell’assetto barico.
Insomma il tempo tornerebbe ad essere instabile ovunque con ricadute piovose per l’inserimento di queste gocce fredde nell’area mediterranea e con nevicate dalle quote medio-basse in montagna.
Il freddo da est tracciato dal modello americano, così severo e anche con risvolti nevosi in pianura al nord, sembra troppo azzardato, sia perchè avvicinandosi al periodo in oggetto termiche così sfacciatamente invernali verrebbero certamente ridimensionate e poi perchè, in fondo ad una vera circolazione da est, è ormai difficile credere.
E’ vero: il vortice polare ha frenato, altra aria fredda si riverserà dal Polo verso le basse latitudini, ma difficilmente questo avverrà in Europa, mentre è più facile che succeda negli States o in Siberia.
Autore : Alessio Grosso
