Il meteo PUNTO: cosa potrebbe succedere sino a Capodanno?
Ecco lo scenario più probabile tra fine anno e inizio 2018 per il modello americano.

Dopo una breve tregua anticiclonica natalizia, il tempo dovrebbe tornare a risultare dinamico. Se nella prima fase il flusso delle correnti occidentali risulterà troppo teso per determinare peggioramenti marcati, da giovedì 28 e sino all’Epifania, è probabile che intervenga in serie una piccola famiglia di cicloni a determinare tempo perturbato nell’area mediterranea, specie al nord e al centro, ma successivamente anche al sud.
Questo serpeggiamento marcato nel flusso delle correnti occidentali in qualche modo metterebbe la stagione sui binari di una relativa normalità, favorendo a tratti anche l’ingresso di un po’ di aria fredda, utile a mantenere sufficientemente basso il limite delle nevicate.
Se invece questo non avvenisse, se ciò la corrente a getto seguitasse ad imporre un ritmo troppo vertiginoso alle correnti da ovest, gli scambi di calore risulterebbero totalmente negati tra le latitudini ed andremmo incontro ad una fase certamente variabile ma decisamente troppo mite per la stagione.
Il modello americano è comunque ottimista e nella media degli scenari prevede proprio lo scenario ondulato, anche se cancella almeno sino ai primi di gennaio, tutte le possibilità di assistere ad ondulazioni molto marcate, cioè in grado di favorire nuove ondate di freddo sul Continente.
Del resto questa è una configurazione tipica del periodo natalizio e il fatto che anche in stratosfera si stia verificando un repentino raffreddamento non deve per forza farci pensare che l’inverno debba scorrere via con la medesima configurazione mite occidentale per settimane.
SINTESI
–Prepariamoci a vivere un Natale in prevalenza tranquillo, ma probabilmente uggioso, su parte del nord, specie Liguria e catino padano.
–Dal Santo Stefano o nei giorni immediatamente successivi possibile arrivo di perturbazioni atlantiche, con passaggi inizialmente limitati a nord e alle centrali tirreniche, con neve solo dalle quote medie sulle Alpi.
–Da fine anno e per i primi giorni del 2018 maggiori possibilità di affondi perturbati incisivi con neve a quote più basse e temperature meno miti e maggiormente prossime alla media.
Autore : Alessio Grosso
