GROSSO: “l’inverno soffre di tensione zonale eccessiva e di anticiclonite cronica, potremmo uscirne a…”
Tradizionale intervista al caporedattore storico di MeteoLive.it Alessio Grosso.

REDAZIONE: qualche volta per rivedere scampoli d’inverno virtuale dobbiamo affidarci alle mappe estreme, lei lo sta facendo in questi giorni anche per ridestare un po’ di entusiasmo per l’inverno tra i giovani, che sembra quasi sopito.
GROSSO: lo diceva tempo fa Guido Caroselli, la stagione più amata dei giovani è l’inverno, che però li ha traditi. Ora per arrivare a vivere qualche giorno invernale, se va bene ti capita nella prima parte del dicembre, altrimenti devi aspettare fine febbraio, quando il vortice polare finalmente molla l’osso, cioè il freddo.
REDAZIONE: ma di cosa soffre l’inverno?
GROSSO: il freddo esiste ancora intendiamoci, ma è tutto concentrato sul Polo, scende raramente perchè il treno di correnti che accompagna il vortice che lo contiene, corre all’impazzata da ovest verso est, senza serpeggiare e consentire così alle masse gelide di raggiungere le nostre latitudini. In più soffre di anticiclonite cronica. C’è sempre questo panzuto anticiclone africano che dagli 80, sempre più ha invaso la scena mediterranea e non c’è verso di schiodarlo da lì. Che poi sia la presenza dell’uomo o un ciclo naturale o entrambe le cose a forzare la mano di questi eventi ce lo può dire solo l’entità che ha creato il mondo.
REDAZIONE: possiamo vedere concretamente queste mappe così capiamo meglio?
GROSSO: certo. La prima mappa riguarda riassume l’anomalia che abbiamo riscontrato per anni in Europa d’inverno: l’anticiclone spanciato che consente un passaggio di correnti da nord-ovest stirato con effetto favonico su Valle d’Aosta, Piemonte ed ovest Lombardia e clima primaverile anticipato, un po’ di variabilità sul resto d’Italia, nessun freddo e tanti saluti all’inverno:

Poi c’è la carta della speranza, legata all’incertezza che vada proprio così, cioè che ci sia all’improvviso, quasi dal nulla, una svolta che introduca una saccatura sul bacino del Mediterraneo, spezzando il dominio anticiclonico e in concomitanza con una frenata di questa maledetta corrente a getto:

La sorte del gennaio è tutta legata all’area geografica che abbiamo cerchiato, chi se la prende quella? L’anticiclone o le correnti perturbate? Per ora i modelli hanno ritardato ancora questo ingresso delle lingue fredde del vortice polare verso sud, tanto è vero che il modello americano l’ha traslato verso il 24 gennaio, quando solitamente la corrente a getto comincia a rallentare. Solitamente però, perchè spesso questo schema barico lo abbiamo visto anche in pieno febbraio. Ecco infatti la media degli scenari del modello americano per il 24:

Finchè però avremo il vortice polare compatto con la sua giostrina di venti forti orizzontali a 10km di altezza come vediamo qui, sarà dura che la situazione si smuova:

REDAZIONE: ma delle carte in cui nel cuore del vortice polare si inserisca un anticiclone in sede polare ci sono? E se si, che probabilità di realizzarsi hanno al momento?
GROSSO: ci sono, erano diventate più diffuse nei giorni scorsi, tanto da indurci a scrivere quell’articolo sulle ipotesi estreme, oggi sono diventate minoritarie, ne mostriamo una ai lettori. Non è detto che tornino, ma le proiezioni dei grandi centri di calcolo le vedono più probabile, benchè per nulla certe, a febbraio, intanto eccone una riferita a tutto l’emisfero nord:

REDAZIONE: riassumendo, cosa possiamo aspettarci?
GROSSO: nella migliore delle ipotesi altre perturbazioni come quella che ci sta attraversando o ci ha appena attraversato, alternate a fasi variabili, a tratti ventilate per fortuna, ma non fredde, almeno per ora. La neve potrebbe cadere su Alpi ed Appennini dalle quote medie, difficilmente più in basso. Ad ora è così.
Autore : Redazione MeteoLive.it
