FINAL WARMING in stratosfera: quali conseguenze sulla circolazione?
L'aumento della radiazione solare determina importanti surriscaldamenti della temperatura nella fascia stratosferica; avremo o no delle ripercussioni sulla circolazione di bassa quota?
Nel corso dell’anno, le dinamiche stratosferiche reagiscono in modo assai massiccio al variare della radiazione solare: qui la scarsa concentrazione d’aria favorisce surriscaldamenti e raffreddamenti molto esasperati, è sufficiente immettere oppure togliere dal sistema anche una minuscola quantità di energia per innescare grandi trasformazioni. Ci troviamo così nella parte conclusiva di marzo con una previsione di "final warming" che porterà alla dissoluzione del Vortice Polare Stratosferico a favore di una zona d’alta pressione tipica delle mensilità estive e tardo primaverili.
Tale processo è pertanto da annoverarsi come un fisiologico step di trasformazione stagionale dalle dinamiche tipiche dell’inverno a quelle tipiche della primavera e poi dell’estate. Durante l’estate il comportamento della stratosfera viene poco monitorato
poichè quest’ultima viaggia quasi sempre per conto suo, senza avere ripercussioni nella sottostante fascia troposferica, cioè nello strato d’aria nel quale siamo immersi.
Durante la prima parte della primavera i suoi comportamenti possono tuttavia avere ancora delle ripercussioni sulla circolazione generale dell’emisfero settentrionale dai piani alti sino agli strati prossimi al suolo, ed è per questa ragione che abbiamo ritenuto doveroso segnalarvi il netto processo di surriscaldamento della stratosfera che si sta verificando a cavallo tra l’Alaska e l’Artico Canadese.
Tale surriscaldamento potrebbe ben presto acquistare le caratteristiche di tipo "major", rivestendo quindi notevole interesse circa le possibili propagazioni alla troposfera. Inutile dire come tale processo andrebbe ad innescare profonde modifiche nella circolazione generale sull’emisfero settentrionale, un rimbalzo d’onda che nei casi più estremi arriva a stravolgere la circolazione atmosferica sin verso il periodo estivo.
Ovviamente stiamo ancora parlando di congetture, rimanendo quindi nel campo della pura ipotesi ma qualora questo surriscaldamento dovesse propagarsi in basso, allora non sarebbe affatto da escludere il rinforzo di una zona d’alta pressione in sede polare. Da qui tutta una serie di modifiche alla circolazione atmosferica delle medie latitudini che andrebbe ad innescare un periodo di instabilità e dinamicità atmosferica proprio nel cuore della primavera (aprile – maggio).
Cammin facendo sapremo fornirvi valide indicazioni sui percorsi seguiti dall’atmosfera.
Autore : William Demasi