El Nino, la Nina: ecco come influenzano il clima dell’Europa
Che influenze hanno El Nino e la Nina dalle nostre parti? Sono stati già registrati estati e inverni anomali dopo forti episodi di queste due grandi anomalie.

Cos’è El Nino? E’ un’anomalia che ciclicamente sconvolge le acqua del Pacifico meridionale e il clima di mezzo emisfero sud ed ha ripercussioni anche sugli eventi atmosferici degli altri Continenti.
Cos’è La Nina? El Nino è sempre seguito da una sorella altrettanto terribile, La Nina che capovolge tutti gli effetti in una logica di riequilibrio naturale della situazione. Ci chiediamo ora quali effetti possano produrre anche a casa nostra tutti gli eventi precedentemente descritti, in una sorta di "carambola" nella circolazione atmosferica generale. Anche se non esistono conferme scientifiche ufficiali, è stato osservato che immediatamente dopo un forte episodio di Nino, la stagione estiva in Italia risulta particolarmente calda e siccitosa, specie al centro-sud.
Questo è accaduto nel 1983, 1988, 1994, 1998 e come tutti ricordano, 2003. Di contro, nonostante un "Bambino" molto forte appena concluso, le estati 1992 e 1993 sono state relativamente più fresche. Il motivo di questa inversione di tendenza è presto detto: gli enormi quantitativi di polvere vulcanica emessi nell’atmosfera durante la spaventosa eruzione del Pinatubo del 1991 ridussero la radiazione solare incidente sull’intero Pianeta per 2-3 anni.
Un fenomeno analogo avvenne nel 1983 quando l’eruzione del Monte El Chicon probabilmente attenuò gli effetti di uno dei Nino più violenti del secolo. Statisticamente si è dunque osservato che in queste stagioni estive le temperature sono state mediamente più calde di 0,5-1 grado.
A questo punto penserete che è un’oscillazione minima, quasi trascurabile ma non è così. Infatti, basta questo piccolo aumento medio per far sì che le forti ondate di calore in cui si superano i 33-34° passino da 4-5 a 8-10 e siano più durature. Ma come è possibile che un evento così lontano renda la nostra estate più rovente?
El Nino, modificando la circolazione atmosferica del Pacifico meridionale innesca una reazione a catena che finisce con l’irrobustire gli anticicloni subtropicali. Durante l’estate aumentano di molto le probabilità che queste torride aree di alta pressione sconfinino dal nord Africa fin sul Mediterraneo anche per molte settimane, portandoci il caldo del deserto congiunto all’umidità dei nostri mari. È accaduto quasi ogni volta, compreso lo scorso anno: è come se la fascia tropicale, per alcuni mesi si sposti verso nord di 10-15° di latitudine. Anche la Nina, soprattutto nelle fasi più intense finisce col disturbare le nostre stagioni.
L’intenso e anomalo raffreddamento del Pacifico tropicale finisce col gelare anche la troposfera e il calo termico si propaga sopra tutti i cieli dei tropici. Questa diminuzione delle temperature alle alte quote riduce il divario termico fra basse e medie latitudini. Sapete in cosa si traduce tutto questo?
Nel mirino della Nina non c’è l’estate, ma l’inverno che risulta più siccitoso del normale. Infatti, riducendosi i contrasti termici, l’alta pressione delle Azzorre finisce con lo svernare a lungo sul Mediterraneo deviando le piovose e nevose perturbazioni che dovrebbero normalmente interessarci in quel periodo. Negli anni precedenti, ciò è sempre accaduto dopo una Nina particolarmente intensa.
Autore : Staff MeteoLive
