00:00 20 Novembre 2015

Avviati verso un nuovo ricompattamento del Vortice Polare? (Per esperti)

Un nuovo raffreddamento del Vortice Polare Stratosferico; eccone descritti gli effetti nella fascia troposferica.

Avviati verso un nuovo ricompattamento del Vortice Polare? (Per esperti)

(Articolo solo per esperti) Novità non troppo positive quelle che giungono quest’oggi dalla previsione del modello europeo rivolta alle lunghe distanze previsionali: salgono infatti le quotazioni per un nuovo ricompattamento del Vortice Polare che riguarderebbe tutta la colonna d’aria strato-troposfera, e sarebbe quindi il risultato finale di un movimento ad ampia scala. Trattasi a tutti gli effetti di un raffreddamento molto intenso del Vortice Polare nella stratosfera ed il suo successivo trasferimento verso la sottostante fascia troposferica. 

Potremo quasi definirlo un Vortice Polare "dopato", gonfiato e rinvigorito non soltanto dai normali processi radiativi dovuti alla perdita di calore negli strati prossimi al suolo ma anche da un eccessivo raffreddamento della stratosfera, laddove l’aria molto rarefatta favorisce aumenti spropositati della temperatura (warming) oppure spaventosi crolli termici (cooling). 

Ebbene, nelle ultime settimane abbiamo sperimentato un raffreddamento costante del Vortice Polare Stratosferico che tocca ora la ragguardevole temperatura di -80°C alla quota di 10hpa (circa 30.000 metri). I centri di calcolo deterministici vedono questo raffreddamento propagarsi verso la Troposfera entro la fine di novembre, un evento che porterebbe quasi sicuramente ad un nuovo rinforzo del Vortice Polare.

Le conseguenze a livello emisferico determinerebbero una nuova risalita dell’indice AO (Arctic Oscillation), con zonalità in aumento e masse d’aria fredda che resterebbero in buona parte chiuse alle latitudini polari e subpolari. In ambito europeo potrebbe farsi strada un aumento dell’indice NAO (North Atlantic Oscillation), in buona sostanza un rinforzo della fascia depressionaria extratropicale con intenso maltempo sull’oceano Atlantico settentrionale e sulla Penisola Scandinava, tendenza agli anticicloni alle latitudini inferiori. 

Attenzione però, trattasi ancora di una linea di tendenza suscettibile di importanti variazioni, da non sottovalutare la presenza di un Niño strong in grado di amplificare l’attività d’onda sugli oceani e quindi la creazione di nuovi eventi di blocco con una circolazione che potrebbe ritornare meridiana non appena il forcing in arrivo dalla stratosfera si attenuerà.

Seguite gli aggiornamenti. 

Autore : William Demasi