Il peggioramento di giovedì pomeriggio sul Bellunese
Cronaca della giornata.
Come previsto ieri, nelle ore centrali della giornata di oggi si è
verificato un temporaneo peggioramento del tempo, con rovesci temporaleschi, locali grandinate, abbassamento del limite delle nevicate e soprattutto forte raffiche di vento.
A causare tutto ciò è stato un fronte freddo proveniente da nord-ovest, associato ad un vortice in quota (in pratica una massa di aria molto fredda presente alle quote superiori), in moto dal Mare del Nord ai Balcani. Il transito del fronte freddo, da nord verso sud, era stato perfettamente previsto, quello che i previsori non hanno potuto prevedere con precisione ieri è stata l’intensità dei fenomeni, a causa di un intensificazione del fronte una volta superato lo spartiacque alpino. (in tarda mattinata il fronte, relativamente debole aveva raggiunto velocemente l’Austria).
Sulla zona dolomitica e prealpina si sono formate anche nubi temporalesche che tra l’altro hanno accentuato la violenza delle raffiche di vento. L’intensità del vento, difficilmente prevedibile ieri, è stata causata quindi da una situazione che è improvvisamente degenerata, all’interno del fronte, nelle ultime ore del mattino sulla zona alpina.
Il fronte ha attraversato la provincia fra le ore 12 (primi rovesci nelle zone di Cimabanche, Misurina e Passo Monte Croce Comelico) e le ore 14.30 (ultimi fenomeni sui confini con il Trevigiano).
Il vento ha raggiunto in molte zone velocità massime superiori a 50 km/h, con punte vicine ai 100 km/h in alcune zone molto esposte ai venti da nord, localmente anche a fondovalle (es. fra Longarone e Ponte nelle Alpi).
Altro aspetto rilevate è stato quello del brusco abbassamento termico
(5-10°C in meno di un’ora), che ha provocato un rapido abbassamento del limite delle nevicate. Fra le 13 e le 14 la neve è scesa sulla zona dolomitica fino a 1800-2000 m, ma localmente è scesa fino a 1600 m, come è successo ad esempio nella zona di Arabba. Sulle Prealpi il limite delle nevicate non è sceso generalmente sotto i 2200 m.
Autore : Bruno Renon