00:00 31 Luglio 2009

Le depressioni termiche

Cosa sono? Portano conseguenze sull’evoluzione del tempo?

Le depressioni termiche

Durante l’inverno sentiamo spesso parlare di figure termiche di alta pressione, come il famoso anticiclone Russo-Siberiano, che solitamente ci porta il Burian (il vento gelido da est); esse si formano a causa del peso assunto da masse d’aria fredde e stabili, e quindi a causa della pressione esercitata da esse sul suolo.

In estate quindi tali figure bariche non si formano, perlomeno alle nostre latitudini, perché l’aria è sempre piuttosto calda; intuitivamente però viene da pensare che nelle zone più arroventate l’aria sia molto meno densa rispetto ai dintorni, e che quindi la pressione in loco possa scendere di diversi hectoPascal.

In effetti l’intuizione si rivela giusta, visto che nel corso della stagione calda assistiamo con frequenza alla formazione di vere e proprie depressioni termiche; esse si sviluppano soprattutto in aree dal clima continentale, dove per molti giorni non soffiano intense correnti legate alle perturbazioni.

Ad esempio non è raro osservare una depressione termica nel bel mezzo della Penisola Iberica, sulla Pianura Padana centro-occidentale, oppure nel Medio Oriente, fra Libano e Kuwait.

Ma la loro presenza determina cambiamenti del tempo nella regione interessata? Dipende dalla presenza o meno di umidità nell’aria; sulla Spagna ad esempio si possono avere periodi di 15-20 giorni nei quali puntualmente nelle ore più calde della giornata si sviluppano grosse cellule temporalesche, con piogge intense che poi in serata si attenuano.

Se invece ci spostiamo in un deserto, potremo osservare brevi e localizzate bufere con sabbia sollevata fino a qualche decina di metri da terra.

Senza andare troppo lontano basta dire che anche le brezze di cui possiamo godere sui nostri litorali sono generate da depressioni termiche, che si sviluppano a causa dell’eccessivo riscaldamento subìto nelle ore più calde della giornata dalla terraferma.

In generale comunque le depressioni termiche (al pari degli anticicloni termici) si sviluppano solamente fra il suolo ed i 2-2,5 km di quota; più in alto invece non lasciano traccia della loro presenza.
Autore : Lorenzo Catania