Assalto dell’aria artica verso l’Italia, ecco quando succederà
La corrente a getto rallenta e la circolazione sul Vecchio Continente si fa più movimentata. Ecco cosa dobbiamo aspettarci per la seconda decade decade di gennaio.

SITUAZIONE ATTUALE ED EVOLUZIONE: La grande anomalia positiva di temperatura che ha scandito il tempo europeo sotto Natale, tende gradualmente a riassorbirsi grazie all’azione instabile portata dai venti oceanici. Negli ultimi giorni l’Italia è stata interessata dal passaggio di un’importante perturbazione con piogge e nevicate da nord a sud. Una nuova, veloce perturbazione è prevista tra la prossima notte e la giornata di domani, giovedì 12 gennaio. Tuttavia sarà a partire da domenica 15 gennaio che la circolazione atmosferica in ambito italiano diventerà più irrequieta e movimentata, con una forte ingerenza delle masse d’aria polari sul Mediterraneo centrale.
In questa sede è atteso il passaggio di alcune perturbazioni accompagnate da temperature via via più fredde. Crescerà la probabilità di NEVE a bassa quota per alcune regioni del nord, specie attorno a metà della prossima settimana.
Qui sotto vi mostriamo una previsione riferita proprio al pomeriggio di domenica 15, in cui osserviamo un ramo della corrente a getto sprofondare verso la Penisola Iberica e la Francia:

Qui sotto vi mostriamo le precipitazioni previste dal modello europeo ECMWF per lunedì 16 gennaio, durante il passaggio di fronte perturbato:

Una perturbazione più importante viene preannunciata dai modelli di previsione tra martedì 17 e mercoledì 18 gennaio. Questo secondo impulso perturbato seguirà una strada già spianata ed avrà poche difficoltà a penetrare sul bacino centrale del Mediterraneo. Ne conseguirà una fase di maltempo invernale che potrebbe riportare la neve fino a bassa quota segnatamente al nord.
Qui sotto vi mostriamo le anomalie di geopotenziale alla quota di 500hPa (circa 5.500 metri), previste dal modello americano GFS per martedì 17:

Qui sotto invece le temperature alla quota di 850hPa (circa 1.500 metri), stimate dal modello americano GFS per le prime ore di mercoledì 18. Si osserva come le regioni del nord rispetto al resto del Paese possano restare all’interno di una circolazione relativamente più fredda che potrebbe spingere la neve fino a bassa quota:

Spingendo il nostro sguardo ancora più in là, la forte perturbazione di martedì e mercoledì potrebbe spingersi ad interessare anche le regioni del centro e del sud (specie le due isole maggiori) tra giovedì 19 e venerdì 20 gennaio, con delle precipitazioni. L’aria polare verrà "inquinata" dai contributi caldi portati dal Mediterraneo e le temperature sul nostro Paese torneranno a salire.
CONCLUSIONI. La seconda decade di gennaio presenterà senza dubbio caratteristiche più invernali. Non mancherà il passaggio di perturbazioni che porteranno precipitazioni nevose anche a bassa quota specie al nord. Diverse regioni del nostro Paese avranno una nuova, ghiotta occasione di pioggia che attenuerà ulteriormente la siccità. Non si prevedono tuttavia ondate di freddo intense, tali da rendere possibili nevicate fino in pianura.
Autore : William Demasi
